— Che disgrazia diventar vecchi! — sospirò l'Antonietta. — Perdere i denti, perdere i capelli, metter le grinze... Brr... Mi fanno peccato i poveri vecchi.
Poi saltando di palo in frasca soggiunse in tuono misterioso: — Ora sembra che il pericolo sia passato, ma io avevo una gran paura che i nostri cugini volessero venir con noi.
— Max e Fritz! — esclamò Tullio con una risata.
— Sì. Non li trovi noiosi?
— Altro che noiosi!... Intollerabili sono... Già per me son belli e giudicati... Son due cretini.
— O Tullio, come corri!... Tal quale come lo zio Cesare ch'è un po' cattivo con quei due nipoti.
— Mi piace lo zio... Non ha peli sulla lingua... E che ragione ha! Basta guardarli quei nostri cugini. Con quelle loro faccie scialbe, con quei capelli impomatati, e quegli anelli al dito, e quei solini e quelle cravatte!... Dove metti i profumi che portano addosso e con cui appestano l'aria?... In fine hanno la manìa delle collezioni...
— È un modo d'occuparsi.
— Sì, il modo degli oziosi e degli stupidi.
— Quello ch'è certo è che sono molto affezionati tra loro.