Non è a credersi che mentre la Marialì faceva queste savie considerazioni che tranquillavano pienamente la sua coscienza, ella cessasse di alimentare la conversazione col dottore.

E con la sua vocina dolce e armoniosa lo interrogava sulla sua vita, sulla sua famiglia, e gli diceva queste cose sbalorditive:

— Sa che qualche volta ho sognato un idillio? Esser moglie d'un medico condotto anzichè d'un artista; chiudere il mio orizzonte entro le pareti d'una modesta abitazione di campagna anzichè andar sempre in giro pel mondo; occuparmi dell'orto, delle galline, dei fiori, preparare un buon pranzetto a quel povero diavolo che affatica da mattina a sera, accompagnarlo ogni tanto nelle sue visite agli ammalati...

Il medico la guardava incredulo.

— Parlo sul serio — ella riprese, mentre con la punta del piedino irreprensibilmente calzato cacciava davanti a sè le pine secche che ingombravano il viale.

Dietro di lei la Letizia, sempre pronta alla critica, diceva alla sorella Angela: — Non è mica tenuto bene il giardino... Questi viali dovrebbero spazzarli due o tre volte al giorno.

— Occorrerebbe un personale più numeroso — obbiettò l'Angela. — E il babbo non intende aumentare la spesa... Per quello che lo gode lui il giardino... Nessuno lo gode... Anch'io sto delle settimane senza venirci..... Non posso..... non ho tempo... E in ogni caso, di questa stagione, con gli alberi che si spogliano bisogna rassegnarsi a trovar le foglie secche per terra.

La Letizia tentennava la testa.

— Sarà... Tuttavia si vede troppo che il giardino è lasciato andare... Quì per esempio par d'essere in un bosco.

— Che rimedio c'è?... Vorresti abbatter le piante?