— Vedi — spiegò Tullio — qualche volta per trovar l'estro bisogna rifarsi da capo, come chi prende la rincorsa per un salto. Ora mancano le due terzine.
— Ma ora devi riposarti — supplicò l'Antonietta con affettuosa sollecitudine. — Già potrebbe bastare così.
— Brava! Un sonetto senza terzine... Tal quale una carrozza a cui manchino le due ruote davanti.
Senz'accorgersene erano arrivati in vista della terrazza ove gli altri della brigata li avevano preceduti da qualche minuto.
XI.
— Sia lodato il cielo — gridò Cesare accennando ai due nipoti di affrettarsi. — C'era la zia Angela inquieta.
In fatti l'Angela voleva che suo fratello andasse alla ricerca dei due cugini. La Marialì l'aveva trattenuta con un gesto dicendo: — Che vuoi che succeda?
— Eccoci, eccoci.
— L'avete ammirato a vostro agio il cedro del Libano? Com'è bello, non è vero?