Il cedro del Libano! Ora soltanto si risovvennero della pianta che aveva servito loro di pretesto per appartarsi dalla compagnia.
Colta in fallo, l'Antonietta arrossì. Tullio biascicò qualche parola che si perdette nella lontananza.
Alla terrazza si accedeva in due modi; o per un sentiero che saliva dolcemente a zig zag, o per una scaletta a chiocciola scavata nel muro.
Tullio e l'Antonietta scelsero quest'ultima via, e giunsero ansanti.
— Come siete scaldati!... Come sei rossa, Antonietta! — disse l'Angela.
— E pur non siete mica venuti correndo — soggiunse la Marialì.
— È stata la scala... Ci son certi scalini — notò il futuro compulsatore di documenti.
— Ma sì — ripigliò l'Angela. — Non la si fa mai quella scala.
Il dottor Vignoni si strinse nelle spalle.
— Via, che un po' di ginnastica è sempre utile. Questo scambio d'osservazioni fu interrotto da un movimento subitaneo della Letizia che con un'agilità insolita in lei si affacciava alla ringhiera della terrazza.