— Oh, oh!

— Che c'è?

C'era questo. Al punto estremo del lago sbucava lenta fuor da una macchia di salici una barchetta vogata da due rematori in un elegantissimo vestito completo di lana a quadri bianchi e neri. Erano Max e Fritz.

Un lampo d'orgoglio brillò negli occhi della Letizia. Quali sportsmen erano i suoi figliuoli!

Ma l'orgoglio cedette il posto all'ansietà quand'ella udì sua sorella Angela gridare: — No, ragazzi! Che ghiribizzo v'è saltato di entrar nel canotto? Non lo si adopera più da anni... Farà acqua certamente... L'avevo fatto tirare in terra apposta.

Pare che i due fratelli si fossero già accorti di qualche avarìa, perchè dopo essersi avanzati fino in mezzo al laghetto si affannavano a tornare alla riva.

Però la cosa non era facile. Una grossa falla si era aperta nel fondo, e il canotto andava via via sommergendosi.

La Letizia metteva degli strilli da pavone.

— Max! Fritz!... Ajuto!... Presto!

L'appello disperato era rivolto agli uomini che pur essendosi mossi dalla terrazza non accorrevano con sufficiente rapidità in soccorso dei naufraghi.