— Oh! Credi che non l'abbia riconosciuto? Credi che non abbia riconosciuta la Lisa?
E soggiunse, in uno scoppio di pianto: — Hai visto? La mamma è espansiva con tutti gli uomini tranne col babbo... Lui, si perde dietro alle serve!... Non ho ragione dì voler morire?
XIII.
Se l'Angela Torralba aveva dormito poco nelle notti precedenti, quella notte ella dormì ancora meno. Gl'incidenti della sera, riaprendo nel suo cuore piaghe ch'ella credeva rimarginate, sconcertando disegni che sorridevano alla sua fantasia, avevano avvelenato per lei la gioia di quella festa di famiglia. Ella non sapeva che cosa più l'avesse ferita: o la civetteria incorreggibile della Marialì, o il libertinaggio volgare di Giulio Frassini, o la leggerezza di Tullio, che, pur volendo bene all'Antonietta (bisognava esser ciechi per non accorgersene) non si vergognava di far lo smorfioso con la madre di lei. E come le suonavano all'orecchio le parole della nipote: la mamma è espansiva con tutti gli uomini tranne col babbo... Lui si perde dietro le serve! Che luce gettavano sulla vita coniugale di sua sorella e di suo cognato! Passavano gli anni e la Marialì era sempre la stessa, sempre giovine, sempre bella, sempre affascinante... e sempre viziosa... Ma egli, oh quanto s'era mutato! L'artista si rodeva ormai nella sua impotenza, l'uomo era abbrutito... Ah forse con un'altra donna non sarebbe stato così!
Pur l'Angela capiva che non c'era più modo di salvar nè l'uomo nè l'artista; e in ogni caso che mezzi aveva ella per tentare quest'opera? Ma l'Antonietta, quella sì doveva esser ancora possibile di salvarla, di toglierla dall'ambiente corrotto ov'ella viveva. Bastava trovarle un marito degno di lei... Tullio? Sicuro, Tullio, quest'era il compagno che fino a iersera l'Angela destinava in cuor suo alla nipote, pregustando la gioia delle prossime nozze, accarezzando con voluttà l'idea della famigliola che, per riconoscenza, sarebbe venuta spesso a Villarosa, vi avrebbe portato un soffio d'amore e di giovinezza... Ora però la sua fede era scossa... Chi le diceva che Tullio fosse disposto a sposarsi? Chi le diceva ch'egli non fosse uno dei tanti damerini che scherzano volentieri con una ragazza, che la lusingano e poi la piantano lì?... E l'Antonietta? O che c'erano prove positive ch'ella fosse innamorata sul serio di Tullio?... Degl'indizi, sì, in quantità, ma delle prove?... Iersera, in giardino, l'Angela si proponeva di strapparle una confessione esplicita, ma l'episodio grottesco della Lisa e di Frassini aveva mandato ogni cosa all'aria... Dunque?... Dunque il bel castello di carte non si reggeva, e le balde speranze concepite dall'Angela Torralba impallidivano al punto di non esser che un pio desiderio.
Se nonchè, ostinato, indomabile, il desiderio rianimava a poco a poco le speranze, rianimava la volontà, persuadeva l'Angela della necessità di moversi, di agire, di conoscere a fondo i sentimenti dei due cugini. Perchè se quelli si amavano davvero, sarebbe stato facile di togliere i malintesi fra loro, di superar gli altri ostacoli che certo si sarebbero incontrati per via.
Ed ecco che quì le si affacciavano nuove difficoltà. Il colloquio con ciascuno dei due nipoti, che sarebbe stato in condizioni normali la più agevol cosa del mondo, come, quando averlo, oggi, con la casa piena d'ospiti, con la giornata densa di occupazioni? Avrebbe l'Angela avuto un ritaglio di tempo per sè?
All'alba forse, quando tutti ancora posavano. Ed ella, rivoltandosi fra le coltri, aspettava l'alba con impazienza. Al primo raggio di luce che penetrasse attraverso le imposte sarebbe balzata dal letto, avrebbe ordinato alla Maddalena di vigilar sui padroni, sarebbe salita da Tullio. Sì, ell'avrebbe parlato a Tullio pel primo, tanto più che dall'Antonietta ella non poteva andare; l'Antonietta dormiva con la Marialì la quale non aveva voluto saperne d'intimità coniugali. La camera che la zia aveva allestita per la nipotina, la camera ov'ell'aveva fatto portare le più belle rose del giardino, era occupata invece da Giulio Frassini. Ironie della sorte!
Quando le parve giunto il momento, l'Angela si alzò, a tastoni, senz'accender il lume, senza far rumore. Ma i suoi genitori avevano il sonno leggero e si destarono tutti e due. Da destra e da sinistra ella sentì chiamarsi: