CAPITOLO TERZO


La mattina dopo, con la corsa delle 9 55, il signor Michele si metteva in viaggio per Conegliano. Era solo, e aveva portato seco soltanto per precauzione una piccola sacchetta, mentre egli contava di tornare la sera. Nondimeno egli aveva detto a suo figlio che non istesse in pena seppur non lo vedeva arrivare. Le combinazioni sono tante!

In Conegliano il signor Arsandi ebbe ben presto l'indirizzo preciso della villa Nottoli. Era a tre quarti d'ora dalla città recandovisi a piedi; in carrozza ci si andava in circa venti minuti. Ma quantunque si fosse ormai ai primi d'ottobre, faceva un caldo d'estate; non pioveva da un pezzo e le strade erano aride e polverose, onde il nostro pellegrino decise di porsi in via un poco più tardi, quando il sole piegasse verso il tramonto. Inoltre una visita di quella specie non doveva farsi a ora di pranzo; sarebbe stato un mettere in imbarazzo la padrona di casa e un costringerla quasi a far porre un coperto sulla tavola per un ospite forse increscioso. Queste considerazioni indussero il signor Michele a modificare una parte del suo disegno, e lo fecero decidere a passar la notte in Conegliano.

Nei piccoli paesi non c'è mai il dubbio di saper meno di quello che si vuole intorno a un dato argomento; c'è anzi la certezza di saper più. Così le poche domande del signor Arsandi circa alla signora Amalia Martelli, vedova Nottoli, furono onorate d'una quantità infinita di risposte. La signora Nottoli viveva in campagna, nel casino lasciatole da suo marito, un mese di primavera e due mesi d'autunno; veniva poco in città, trattava pochissima gente, quantunque bisognasse riconoscere ch'ella era di modi affabili anzichenò. Conveniva dire ch'ella non avesse molte relazioni nemmeno in Venezia, perchè erano ben rare le visite ch'ella riceveva nella sua villa. In questo momento non c'era che un parente lontano del defunto signor Nottoli, certo professore Benvoglio, dottissima e pedantissima persona. Costui era molto assiduo presso la vedova, tanto da far credere ch'egli la corteggiasse, se non fosse ridicolo il pensare, ch'ella, donna di spirito, desse retta a quel fossile. In complesso, non si capiva come questa signora, avendo una bella figliuola ormai da marito, volesse tenersi appartata dalla società. E sì che in Conegliano, senza vanterìe, si poteva dire che c'era una società da non lasciar nulla a desiderare. Anche il teatro in autunno, meritava qualche riguardo... Ma i caratteri e i gusti son vari, e bisogna rispettare tutte le opinioni. Grazie al cielo si era in un paese nè pettegolo, nè curioso.—Ed egli, il signor forestiero, contava di trattenervisi un pezzo?... E forse avrebbe alloggiato in casa Nottoli?... Era una stagione deliziosa, meritava proprio di passare una quindicina di giorni in campagna... Aria balsamica, vedute magnifiche, buon vino e buona compagnia...

Il signor Michele non potè in altro modo porre argine a questo fiume di parole che accusando un po' di stanchezza e rinchiudendosi per qualche ora nella sua camera. Verso le sei essendosi velato il sole, egli si mosse per far la sua gita a piedi, non senza aver durato fatica a sbarazzarsi dei vetturali che gli offrivano i loro servigi. Ma gli sorrideva l'idea d'una passeggiata di tre quarti d'ora. E lasciò che i curiosi almanaccassero a loro posta sulle ragioni che lo spingevano a visitare la signora Martelli vedova Nottoli.

La campagna era bella e ridente. In alcuni luoghi il cinquantino, già mietuto, era raccolto in covoni, in altri esso era ancora sul gambo e un venticello leggiero faceva ondeggiar le pannocchie. Le viti a festoni sfoggiavano la ricca promessa dei grappoli arrubinati, e il fieno appena falciato e disposto a mucchi sulle praterie, spandeva intorno un grato odor d'erba. Dondolavano, agitate dalla brezza, le cime dei pioppi fiancheggianti la strada, e di tratto in tratto un buffo di vento più forte sollevava dal suolo un nembo di polvere, e, strappate le prime foglie agli alberi, le moveva in giro vorticosamente, Il sole, apertosi un varco tra un gruppo di nuvole del più bel colore d'arancio, mandava, prima di nascondersi dietro i monti, il suo ultimo saluto ai campi ubertosi e ai casolari fumanti, e gli allegri e improvvidi uccelletti rispondevano per tutti al saluto del sole. E intanto nell'anima del signor Michele scendeva una mesta poesia, si svegliava un dolce ricordo dei giorni perduti, un desiderio infinito delle prime illusioni. Tanti anni vissuti fra le nebbie di Londra, tra le cure affannose dei traffici, non avevano soffocato interamente i suoi giovanili entusiasmi d'artista. E la natura, amica discreta che co' suoi mille suoni non assorda, che coi suoi mille splendori non abbaglia, che co' suoi mille spettacoli non turba mai, ma feconda il raccoglimento entro cui si forma il pensiero, evocava oggi io lui l'uomo antico, il soldato, il pittore d'un quarto di secolo addietro.