—Già, il mese..... ah stavo per dirla grossa. Maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre..... Per fare i sette mesi bisogna metterci della gran buona volontà.....
—Via, mettetecela—disse il dottore. E continuò:
«Il quale sebbene nato in sette mesi è vispo e robusto e a cui ho dato il nome di Massimiliano.»
Il signor Nebioli fece spalluccie in segno di indifferenza, ma nello stesso tempo si soffiò due volte il naso rumorosamente, e alzatosi dalla sedia si mise a passeggiare per la stanza.
—Massimiliano—disse con accento commosso la signora Gertrude,—la senti? Gli ha dato il tuo nome.
—Commedie! commedie!
—Dottore, interponga lei una buona parola—soggiunse a mezza voce la povera donna. Ma egli le accennò ch'era meglio finir la lettura.
«Voi non vi aspettavate di diventar nonni così presto, e giudicherete strano che nelle altre due lettere scrittevi io non vi annunziassi quello che si preparava. È giusto, ma non so perchè, io m'ero fitta in capo di farvi un'improvvisata a cose compiute. Speravo davvero che questa creaturina sarebbe stata un maschio (noi donne siamo tanto sfortunate) e pensavo che forse anche babbo, se avessi potuto dirgli: ti è nato un nipotino, avrebbe spianato la sua fronte severa. Per amore di lui, babbo, se non per amor mio, perocchè egli, poveretto, colpe non ne ha. Le sue manine sono pure, i suoi occhi sono innocenti come quelli degli altri bimbi; o perchè dunque troverà egli, al suo entrare nel mondo, meno affetto, meno sorrisi, meno baci ad accoglierlo? Se il vostro cuore dev'essermi chiuso per sempre, oh non sia chiuso almeno per esso. Io gli insegnerò ad amarvi, le prime preghiere che i suoi labbri di rosa alzeranno al Signore saranno per voi; fate che io possa dirgli che voi pure gli volete bene, che voi pure qualche volta, tra le pareti della casa ov'io nacqui, pronunciate con dolcezza il suo nome e gli inviate un saluto col mezzo degli augelli che volano, delle nubi che passano, e lo raccomandate al buon Dio che protegge i bambini.
—Oh dottore, dottore, non ne posso più—esclamò la signora Gertrude rompendo in un pianto dirotto.