—Oh sicuro che l'ho inteso a pronunziare... Moltissime volte, dallo zio sopratutto che deve averla riveduta a Londra.

—Nel 1866, dopo la guerra. Ma tornando un momento indietro, lei non può credere come somigli alla sua signora madre..... Quando la ho veduta poco fa, mi parve di veder tal quale la signora Amalia, mi sentivo trasportato a venticinque anni or sono.

—Me lo hanno detto parecchi—osservò la vispa fanciulla—che io sono precisamente quello che era la mamma alla mia età.

—Ah!—pensò il signor Arsandi—ciò significa che la signora Amalia adesso è tutt'altra cosa.—Ma questa considerazione egli la tenne per sè, e invece riprese a voce alta con molta galanteria:—È anche farle il miglior elogio possibile, perchè sua madre passava di gran lunga in bellezza e in leggiadria tutte te sue coetanee.

La Matilde divenne, rossa e non rispose. Poi, per mutare argomento:—E nell'entrare in giardino, lei non ha trovato nessuno?

—No davvero. Il cancello era aperto....

—Solita trascuranza—osservò la giovinetta.—Il cocchiere è fuori con la mamma, il giardiniere è andato a Ceneda; e circa agli altri, vattelapesca.

—Le dirò anzi ch'io avevo salito la gradinata del palazzino e avevo sospinto un momento l'uscio del salotto per vedere se ci fosse qualche servo a cui rivolgermi. Ma non c'era che un signore di mezza età, il quale dormiva saporitamente.

—Ah!—sclamò ridendo la Matilde.—Il professore Benvoglio... Dopo pranzo egli dormirebbe anche ritto....

—Il professore Benvoglio.... Quel membro dell'Istituto?