—Scriverà a Venezia perchè le spediscano quanto può abbisognarle per due settimane..... Oh non c'è da dire di no.... Matilde, ordina a Carlo che attacchi la timonella e... aspetta un momento... scusi, signor Arsandi, avrà con sè un biglietto di visita... Me lo favorisca.
—Eccolo... ma...
—Egregiamente. Dirai dunque a Carlo che vada subito a Conegliano all'albergo dell'Europa, e con questo biglietto si faccia consegnare la roba del signor Michele Arsandi e la porti qui...
—Signora Amalia, lei mi confonde..... Permetta almeno che vada io stesso a Conegliano... Debbo anche pagare il conto.
—Oh! A Conegliano si passerà domani insieme... Carlo dirà all'albergatore che verremo domattina pel conto... Senti, Matilde.
E disse alla figliuola un'altra parolina in disparte, indi la lasciò andare. La Matilde volò via come una farfalla.
—Adesso, signor prigioniero, si rimetta del suo sbalordimento, e riprenda l'uso della parola.
La signora Amalia si sprofondò in una poltrona a molle, e, additandone un'altra al suo ospite, soggiunse con un sorriso malizioso—Ah! Come si sta bene sdraiati, quando s'invecchia.