Il giudice Nerini che non era ancora uno dei tanti guardò con aria d'invidia questo signore dall'aspetto di forestiero che era già insignito di un ordine cavalleresco italiano.
—Il cavaliere Arsandi fu uno dei difensori di Venezia nel 1848-49—soggiunse la signora Nottoli.
—Oh!—fecero il dottore ed il giudice chinandosi. Indi salutarono come una vecchia conoscenza il professore Benvoglio che rivolse loro un sorriso benevolo e scrollò il capo in modo espressivo.
—Signor Michele—ripigliò la padrona di casa—sa giuocare a tresette?
—No, punto; non conosco nemmeno le carte.
—Me ne dispiace. L'avrei fatto giuocare con questi signori. Invece toccherà giuocare a me... E se si trattasse d'una partita a scacchi con la Matilde?
—Ben volentieri—rispose con premura il signor Arsandi—gli scacchi furono sempre la mia passione.
—Oh allora—sclamò con viva soddisfazione la giovinetta—lei mi spiegherà un problema che c'è nell'ultimo numero dell'Illustrazione inglese.
—Come? È abbuonata all'Illustrazione inglese?