—Scusi—osservò lo stalliere a cui pareva diretto questo rimprovero.—Ella era così sicuro del fatto suo.

—E poi—soggiunse la Matilde—non bisogna mica credere che la Lilì usi sempre lo stesso metodo. A me, per esempio, mi ha rovesciata dalla parte opposta.

—Bisogna ch'io muti vestito—rispose Gustavo guardandosi i calzoni.—Sono verde come una lucertola.

—Fino al polsini—notò la Matilde.

—Già, ho dovuto pur ripararmi mettendo le mani avanti.

—Oh povero zio, povero zio!

—Non mi canzoni, bricconcella. Adesso ne vedrà un altro con le gambe all'aria. Amico Arsandi, volete rinunziare alla partita?

—Nemmen per idea.

—Badi, badi—disse la ragazza combattuta tra la paura ch'egli finisse col farsi male e il desiderio di vederlo uscir vittorioso dalla prova.

—Eh! il cavaliere Arsandi è un uomo troppo valoroso da ritirarsi dinanzi a un pericolo—osservò il professor Benvoglio che sperava di veder per terra anche l'antipaticissimo signor Michele.