—Ma, signora Amalia...
—Mi neghi un po' che appena arrivato s'è sentito in obbligo di far la corte a mia figlia?
—Non mi pare che il mio contegno avesse nulla di sconvenevole.
—Ella è troppo ben educato da potersi meritare un tale rimprovero—rispose la signora—ma i fatti hanno la loro logica a cui non si scappa. Lo ha detto l'imperatore Napoleone.
—Che fatti?
—Dio mio! I fatti della galanteria come gli altri.... Per noi donne maritate la cosa cammina più liscia; la società per noi ha un milione di indulgenze; la civetteria, oh è un affar da nulla; la passione, ci ha colpa il marito che non seppe comprenderci.... Ma le fanciulle, la loro riputazione è come un vetro; un soffio l'appanna...
—Ma dunque il rendere omaggio alla bellezza, alla grazia di una fanciulla è una colpa?
—Quando l'omaggio è troppo entusiastico e quando chi lo rende non può sposar la fanciulla è per lo meno una leggerezza, la quale non approda ad altro che a gettare il ridicolo sul corteggiatore o a compromettere la ragazza... E io sono una buona madre.
—Locchè significa ch'Ella vorrebbe farmi ridicolo?