—Non dico questo... Sono anche una buona amica...

—Obbligatissimo...

—Ma sono sincera. E l'altro ieri per esempio non mi sarebbe dispiaciuto di vederla...

—Fare un capitombolo dal cavallo?

—Si figuri... come mio fratello.... senza farsi male... sul tappeto erboso.

—Ma mi perdoni—riprese il signor Michele facendosi serio—supponga un momento ch'io le avessi domandato la mano di sua figlia?

—Io l'avrei ringraziata moltissimo e le avrei risposto con un bel discorsetto diviso in tre punti. Le avrei detto, come donna, ch'io non sono una di quelle creature romantiche, le quali dopo avere amato un uomo, giudicano opportuno di gettargli in braccio la figlia; le avrei soggiunto, come madre, ch'io desidero che lo sposo della Matilde abbia qualche anno, ma non già ventisei o ventisette anni più di lei; come amica finalmente avrei concluso: caro signor Michele, non faccia questa corbelleria, non prenda una moglie più giovane del suo figliuolo. Grazie al cielo, Ella ha troppo giudizio, non mi ha fatto la domanda e io non dovevo farle alcuna risposta. C'era solo il pericolo, che so io? che la Matilde potesse pigliar sul serio le sue galanterie.... Le ragazze sono capricciose, pensano poco all'avvenire.... sono capaci di preferire al sole che nasce il sol che tramonta, senza rammentarsi che subito dopo il tramonto viene la sera....

—Con altre parole, Ella mi paragona al sol che tramonta.

—E se ne offende quasi! Le par poco il sole?... E un bel tramonto, in fede mia, uno di quei tramonti cinti di nubi rosate, di vapori trasparenti e sottili che coronano un magnifico giorno che muore, e preparano un magnifico domani....

—Motteggiatrice perpetua!