—Non creda. Ci fu un istante in cui temei di dover prender le cose sul serio.
—Quando?
—Quando ho dovuto rinunziare alla speranza di far passare il suo brio giovanile per opera di galvanismo, e la maestà del suo portamento per effetto delle stecche di un busto...
—Un busto! Mi attribuiva un busto?—sclamò il signor Michele scandolezzato.
—Eh! Ho avuto torto.... E allora, temendo che le sue prove cavalleresche le dessero battaglia vinta, fui sul punto di corrucciarmi, e di licenziarla su due piedi.....
—Nientemeno?
—Sì, ma prevalsero in me idee più mansuete. Non volevo darle la soddisfazione di vedermi in collera, volevo punirla della sua audacia, e ridere....
—Bella mansuetudine!
—Mi consultai con mio fratello, che, quantunque non paia, è un savio. Egli mi disse: Ho un'idea. L'amico ha anch'egli il suo tallone d'Achille, ed è quel figliuolo ch'egli ha lasciato a Venezia e che non vuole chiamar qui perchè non lo faccia sfigurare.