— Era vecchio?

— Tutt’altro.... Ma non aveva figliuoli.... E poi.... la condizione di sua moglie.... Sarebbe una storia lunga....

Gli amici insistettero perch’egli la raccontasse.

— Più tardi, — egli rispose. — Dopo pranzo se non avremo di meglio.

Indi ripigliò: — La persona che ho salutata era appunto la signora Prosperi, la bella Agnese Prosperi.... Povera donna! Ogni giorno, e quasi a tutte le ore del giorno, si è certi di vederla a quel posto.

— Non si può muovere?

— Peggio. Non si vuol muovere.... Dice di non trovare un po’ di pace che lì, in quello che lei chiama il suo salottino giapponese.

— È veramente un salotto alla giapponese?

— Avrebbe dovuto essere.... Invece non ne ha che il nome.

— Eh, si capisce che quella signora non ha il cervello a segno.