— In verità, — soggiunse il signor Roberto, — a me sembrava di avere il diritto di far ben maggiori lagnanze dell’Agnese. Ell’aveva tirato in campo, senza essersi intesa meco, un argomento gravissimo, aveva tentato di forzarmi la mano, di vincere per sorpresa. Pur non le mossi rimprovero di sorta. Mi limitai a spiegarle le ragioni per le quali io giudicavo assolutamente inopportuna la sua proposta. È sempre un’immensa responsabilità l’incaricarsi dei fanciulli che non ci appartengono, ma la cosa può passare quando se ne conoscono a fondo l’indole, le abitudini, le disposizioni fisiche; e sopratutto quando se ne conosce a fondo la famiglia. Ora l’Ofelia si conosceva da pochi giorni, suo padre si conosceva ancora meno di lei, e in quanto ad altri parenti, fuori della madre ch’era morta, s’ignorava perfino s’esistessero. E se la bimba s’ammalava in questi cinque mesi che, nella più favorevole ipotesi, sarebbe durato il viaggio del capitano Atkinson? Se, con la volubilità dell’età sua, domandava di tornar col suo babbo mentr’egli era lontano migliaia di miglia?... Ma supposto invece che tutto andasse pel meglio, come mai l’Agnese non aveva considerato che il separarsi dall’Ofelia dopo cinque mesi di convivenza le sarebbe riuscito più grave che il separarsene adesso? Poichè non si poteva supporre che il capitano rinunziasse addirittura a sua figlia; e quand’egli vi avesse rinunziato si sarebbe dovuto pensarci su molto da parte nostra prima di risolverci a tenerla per un tempo indefinito....

Devo aver fatto un movimento inconsciente che il signor Roberto prese per l’atto di chi si accinge a sollevare un’obbiezione. E s’interruppe per dirmi: — Parli pure liberamente, Ceriani. Se ha un’opinione diversa dalla mia, non abbia riguardo a manifestarmela.... Le assicuro; quasi quasi vorrei aver torto.

Lo disingannai. I suoi argomenti mi parevano inappuntabili. — E la signora? — chiesi.

— Ah, giovinotto mio, — egli rispose — le donne non discutono con le ragioni, ma con le lacrime, ma con gli attacchi di nervi.... E questa è la loro forza.... le ragioni di mia moglie erano deboli, ma il suo pianto mi spezzava il cuore.... E al sentirla, in mezzo ai singhiozzi, chiamar Dio in testimonio ch’ella non desiderava, nè aveva mai desiderato nulla che non fosse onesto, a sentirla invidiar la sorte della donnicciuola del popolo che tornando dal lavoro trova un bimbo che le sorride e le stende le braccia e balbetta l’ineffabile parola mamma, io provavo una gran tentazione di gettarmele ai piedi e di domandarle perdono o di prometterle tutto quello che ella voleva. Non lo feci per orgoglio, per puntiglio.... Ella stette male tutta la notte cosicchè stamattina feci venire Gandolfi, il nostro dottore, e prima e dopo la visita medica parlai con lui delle cause che avevano provocato questa crisi, la quale, del rimanente, non ha nessuna gravità. Ebbene, caro Ceriani, Gandolfi non è alieno dal credere che la vicematernità, com’egli la chiama col suo frasario originale, sarebbe forse il rimedio più efficace allo squilibrio nervoso della mia Agnese. Anzi, nello stato presente delle cose, egli la ritiene preferibile alla maternità vera che in un organismo già scosso porta sempre gravi pericoli. Insomma, secondo lui, sarebbe stato miglior consiglio non contraddire ai desideri di mia moglie e veder di persuadere il capitano Atkinson a lasciar qui la bambina o durante questo, o durante un suo prossimo viaggio.... Eccomi in un bell’impiccio, perchè, lo confesso, le parole del dottore non mi hanno convertito che a mezzo e i miei dubbi restano intatti.... Ma d’altra parte se c’è un modo di ridar all’Agnese la serenità, la pace dell’animo, mi è lecito ostinarmi nella mia negativa?... Chi sa?... La soluzione intermedia accennata da Gandolfi, quella cioè di aver qui l’Ofelia durante un prossimo viaggio, potrebb’esser la buona. Se l’Agnese si acquetasse a una promessa formale del capitano in questo senso?... Perchè già è chiaro che, subito, egli non ci confiderebbe l’Ofelia quando pur gliela ridomandassimo.... Ah, Ceriani, — conchiuse il signor Roberto con un sorriso triste — prevedo che avrò bisogno dell’opera sua.

— Disponga — risposi. — Ma come?

— Per tasteggiare il capitano meglio che non possa farlo io col mio sciagurato inglese.... e anche per dir qualche parolina all’Agnese ove se ne presenti l’opportunità.... L’Agnese ha molta stima di lei.... E tutti e due, sa, mia moglie ed io, la consideriamo ormai come uno di famiglia....

Chinai il capo ringraziando.

Alle corte, non seppi esimermi da quest’ufficio di negoziatore che mi piombava sulle spalle. E riuscii oltre all’aspettativa. Così parve allora agli altri, così pareva a me stesso.... Più tardi, di fronte ad avvenimenti imprevisti, si levarono in me degli scrupoli, dei rimorsi.... Usando una maggiore insistenza con Master Atkinson avrei forse potuto ottenere.... quest’idea non mi vuole uscir dalla mente.... ch’egli aderisse alla primitiva richiesta della signora Agnese, nel qual caso si sarebbero evitati dei grossi guai.... Basta; si rimase d’accordo col capitano che se al suo ritorno dal Giappone i signori Prosperi fossero stati ancora disposti a tenersi per qualche tempo l’Ofelia egli l’avrebbe affidata a loro durante il nuovo viaggio da Venezia a Singapore e da Singapore a Liverpool che secondo l’ultima lettera de’ suoi armatori era definitivamente stabilito. I signori Prosperi s’impegnavano poi, a viaggio compiuto, di riaccompagnare o far riaccompagnare la bimba a Liverpool.

Quella clausola dubitativa se i signori Prosperi fossero stati ancora disposti, destò l’ammirazione del signor Roberto. — È un tratto di diplomazia sopraffina — egli esclamò. — In cinque mesi possono succedere tante cose.... e va bene non aver legate le mani.

Non era presumibile che la signora Agnese facesse un’accoglienza ugualmente festosa a questa specie di compromesso. Ciò ch’ella desiderava era di non separarsi dall’Ofelia, le cui grazie ingenue avevano conquistato il suo cuore. Invece le toccava separarsene tosto per non riaverla che di lì ad alcuni mesi, e per alcuni mesi soltanto, col patto espresso di restituirla al padre in un termine non breve ma certo non lunghissimo. A ogni modo, sia ch’ella si fosse convinta dell’impossibilità di ottener maggiori concessioni, sia che sperasse di convertir l’atto della restituzione in una semplice visita della figliuola al babbo, ella fu più ragionevole ch’io non avrei creduto. Mi ringraziò della parte presa in questa faccenda e si mostrò riconoscente anche al marito di ciò ch’egli aveva fatto per compiacerla.