— Adesso capisco.... Andate al ballo della contessa Vetturi....

— Sono uscito di casa con questa intenzione, ma....

— Non c’è ma che tenga. Se credete che la Vetturi vi passerebbe buona la vostra diserzione, v’ingannate a partito.... E fulminerebbe me se potesse supporre che ne fossi la causa.... Oh non voglio correre di questi pericoli..... Sono terribili le collere della Vetturi.

— Lei le affronta impavida.... perchè sarà invitata anche lei....

— Oh, il mio è un invito platonico.... Sanno bene che non vado a feste.... Ma voi....

— Sicchè mi licenzia.... Mi spedisce dalla Vetturi a veder accendere i lumi.

La signora Stella guardò l’orologio.

— Infatti è presto; sono le nove e tre quarti. Vi concedo di rimaner fino alle dieci e mezzo, il tempo da prendere una tazza di tè che vi preparo subito.... Da qui a casa Vetturi ci saranno quindici o venti minuti di strada; arriverete alle undici; proprio l’ora giusta.

— E dire che rinunzierei tanto volentieri ad andarvi.

— Caro amico, quando non si vuole andare a una festa, non si comincia col mettersi in frac paré.