— No, — ella rispose dopo averci pensato su un momento. — Pur di non eccedere.
— D’accordo. È come il sale nelle vivande. Non si può farne senza, ma non si deve abusarne.
— Parlate per aforismi stasera.... Ma torniamo a bomba.... Il vostro programma coniugale è tuttora oscuro.
— Ha voglia di divertirsi alle mie spalle, lei, — esclamò il cavalier Gualberti. — Che programma posso avere? È sicuro però che non adotterei il sistema di coloro i quali nel gran numero di galanti lasciati ronzare intorno alla moglie vedono una specie di salvaguardia contro maggiori pericoli.... Tanto più ch’io ho certe opinioni tutte mie.... È la sera che la faccio maravigliare coi miei paradossi.... Se gliene dicessi un altro?
Durante questo tempo la signora Stella era stata sempre in piedi affaccendata intorno alla teiera; adesso il tè era fatto ed ella ne mescè una tazza al Gualberti, dicendogli:
— Mettete voi a vostro piacere lo zucchero, la panna e il rhum, e spifferate pure il vostro ultimo paradosso.... Perchè è l’ultimo; sono già le dieci e mezzo.
— Non baderà poi al minuto. Il mio paradosso è questo. La colpa che perdono meno alla donna è la civetteria.
— Misericordia! — gridò la padrona di casa alzando le mani al cielo. — A dir queste cose v’inimicherete l’intera corporazione.... S’è già passato in giudicato che siamo civette tutte quante?
Gualberti fece un moto vivace di protesta.
— Nemmen per sogno.... Ne conosco una per esempio....