La signora Marioli gli accennò con la mano di non continuare.
— Son io quella, s’intende.... Gualberti, stasera siete in vena d’originalità; non naufragate in un bicchier d’acqua.
— Le giuro che....
— Tiriamo via.... E invece di perdervi in cerimonie, spiegatevi meglio.... Per voi dunque la civetteria è un peccato mortale.
— Sarò ingiusto, sarò eccessivo.... Ma già me ne rifaccio con un eccesso d’indulgenza per altri peccati.
— Oh!... Per esempio?
— Io compatisco la sensualità, compatisco e spesso rispetto la passione, anche illegittima.
— E non compatite la civetteria?
— No. La sensualità ha qualche cosa d’irresponsabile, è una malattia del sangue, come la passione è una malattia, una nobile malattia, del cuore. Sensualità e passione sono necessariamente sincere; la civetteria non è che un artifizio; è un pervertimento dell’ingegno rivolto a miseri fini, è un gioco crudele che alla lunga spegne nell’animo di chi lo fa ogni lampo di gentilezza.... La donna può esercitarvisi per anni senza restar presa nei lacci che tende; non importa, ella è mille volte più corrotta, mille volte più condannabile di quella che ha ceduto all’amore, qualunque sia quest’amore....
— Onde alla signora Gualberti, se ci fosse, — ripigliò in tuono scherzevole la signora Stella — voi perdonereste un amante, due amanti....