— Come corre! Veda.... Bisogna distinguere. Quando una donna maritata ha un amante, il marito è un offeso, e chi è offeso non guarda tanto pel sottile; non considera il fatto in sè stesso, ma il danno, la vergogna, il ridicolo che ne deriva a lui.... È probabile ch’io sarei come gli altri, è possibile che scaccerei dal mio fianco la donna colpevole.... a’ miei occhi indubbiamente colpevole.... ma non credo che da una catastrofe di questo genere mi sentirei umiliato come dall’aver una moglie che tenesse a bada una dozzina di bellimbusti e girasse tutta la sua vita intorno all’adulterio senza cadervi mai.
— Avete finito?
— Ho finito.
— Ebbene, quantunque siano le dieci e tre quarti, voglio dire anch’io due parole.... Figuratevi se non protesto in nome del mio sesso contro le vostre esagerazioni.... Una seconda tazza di tè?
— Sì, grazie, — rispose Gualberti, il quale non domandava di meglio che di esser trattenuto.
— Nella vostra filippica ci può anche essere un fondo di vero — soggiunse la signora Stella mentre gli porgeva la tazza colma, — ma, santo Iddio, le cose che vi dispiacciono le vedete con una lente d’ingrandimento che vi muta una zanzara in un elefante. Non amo neppur io la civetta di professione, ma un po’ di civetteria non è poi quel delitto abbominevole che voi credete. È la nostra arma, la nostra difesa, la nostra vendetta contro voi altri.
— Una vendetta?
— Appunto, e non è difficile a intenderlo. Con voi uomini una donna che non sia nè vecchia nè brutta (e già le brutte e le vecchie le lasciate in disparte) non ha che tre vie da tenere. O consente a sacrificarvi la sua riputazione, o vi mette alla porta ch’è quello che meritereste spessissimo, o si prende argutamente gioco di voi.... Ora capirete che sacrificarvi la propria riputazione è novantanove volte su cento una follìa, e che il darvi lo sfratto ci condannerebbe all’isolamento. Non resta quindi che il terzo partito. Con che fronte venite ad accusarci di finzione, d’artifizio? Siete schietti, siete sinceri voi altri? Che cosa sono le vostre frasi sdolcinate, le vostre dichiarazioni patetiche? Sono la bandiera con cui tentate far passare di contrabbando un vostro desiderio, un vostro capriccio. Voi c’insultate, noi vi canzoniamo. Ve lo ripeto, io non amo le civette in genere, però quando sento che una civetta ha corbellato un libertino biasimo forse la donna, ma in quanto all’uomo dico: Bene gli sta.
— Ah, signora Stella, — replicò Gualberti deponendo la chicchera sulla tavola. — si capisce che c’è un grande spirito di solidarietà fra le donne se le migliori prendono con tanto fuoco le parti delle peggiori!... Cercar scuse alle civette, lei che non ha ombra di civetteria?
— Ne siete sicuro? E, in ogni caso, credete di farmi un elogio? Se fosse un difetto? Se per lo meno fosse una disgrazia?