— Come mai?

Ella soggiunse con un sorriso triste:

— Eh caro Gualberti, è quello che dicevo poco fa.... Non volersi compromettere con uno, non voler prendersi gioco di molti, è il vero modo di restar sole.

Le parve di essersi lasciata sfuggire qualche parola di troppo e si alzò bruscamente dalla seggiola.

— Basta così, ormai.... Voi mi avete sciorinato le vostre massime; io ho rintuzzato la vostra baldanza maschile.... vi ritenete sempre impeccabili voi uomini.... adesso non mi resta altro che darvi la felicissima notte e augurarvi buon divertimento dalla Vetturi.

Gualberti s’era alzato anche lui, e stava forse per accommiatarsi definitivamente, quando ad un tratto abbassò gli occhi sullo sparato della camicia e mise un piccolo grido.

— Che cos’è accaduto?

— È accaduto.... — rispose alquanto confuso Gualberti — che dalla Vetturi non ci posso andar più.

— E perchè?

— Perchè m’accorgo d’essermi fatta una macchia di tè sulla camicia.