La signora Stella non potè a meno di sorridere.

— Un altro giorno vi legherete la salvietta al collo.... Per fortuna avete ancora tempo di passar a casa vostra a mutarvi.

— Questo poi no. Far toilette una volta, transeat, ma due? Non ho una vocazione così pronunciata per la società. Sia compiacente, signora Stella, e giacchè sono qui mi permetta di restarci ancora un pochino. È tanto più gustoso il discorrer con una donna d’ingegno e di cuore che l’andare a una festa a sentir le solite melensaggini.

Una nuvola si calò sulla fronte della signora Marioli; un sospetto lo balenò nell’animo. Le venne il dubbio che quella macchia non fosse accidentale, che Gualberti avesse lasciato cadere apposta una goccia di tè sulla camicia per avere un pretesto di prolungar la sua visita. E il pensiero di questo mezzuccio puerile l’offese, e l’insistenza per rimaner da lei a quell’ora inusata l’afflisse. Ecco, anche Gualberti del quale ella pregiava infinitamente lo spirito ed il carattere assumeva dei modi che a lei non potevano convenire.... Le sarebbe toccato metterlo a posto, forse non riceverlo più come non aveva ricevuto più tanti altri.... Era un gran dolore.... O forse l’aveva ella stessa trattato con soverchia familiarità?... Dio buono, che sia necessario di star sempre in sussiego, di adombrarsi d’ogni atto, d’ogni parola?... Che ogni minima deferenza debba bastare perchè un uomo manchi di rispetto?...

— Oh Gualberti — ella ripigliò; e l’intonazione della sua voce rivelava il suo animo commosso — non mi fate pentire di avervi perdonata la licenza che vi siete presa.... Perchè io non vi avevo mai, mai invitato a venire di sera.... Nè voi, nè altri, s’intende.... O scendo da mia madre, o vado da qualche amica, o rimango sola.... Non è poi la fine del mondo il rimaner sola.... Lo so — ella proseguì, quasi volendo spiegar a sè stessa la propria condotta — tanti avevano insistito perchè io ricevessi una sera per settimana.... A che pro?... Avrei forse potuto ricever soltanto quelli che desideravo?... No certo, mi sarebbe convenuto subir prima di tutti quelli che avevano fatto la proposta, i seccatori, gl’importuni, i balordi, quelli che stimerebbero fallire a un debito d’onore se non facessero la corte a una donna che non è un mostro, e che non ha nessuno che la difenda.... Ebbene, no, non era affare per me.... avete ragione, non sono abbastanza civetta.... D’altra parte, sfido io, una volta detto di non ricever la sera, come posso fare eccezioni?... Avete avuto torto di forzar la consegna.... Più torto ancora avete adesso a ricorrere a espedienti non degni di voi....

— Quali espedienti?

— Via, non fate l’ingenuo.... La vostra macchia di tè....

— Le dò la mia parola d’uomo d’onore....

— Inezie.... Non vi tengo mica il broncio.... E neppure voi lo terrete a me, non è vero?... Amici come prima... E arrivederci, Gualberti, arrivederci di giorno....

E gli tese la mano agitata da un leggero tremito.