Avvezzo a vederla così calma, così serena, così padrona di sè, Gualberti fu colpito dal turbamento che le si scorgeva nel viso e che l’insolito abbandono, l’insolita sconnessione del suo discorso tradiva.
— Oh signora Stella, signora Stella — egli esclamò con accento appassionato — torno a darle la mia parola d’onore che la fanciullaggine di cui ella m’accusa non l’ho commessa. Ma benedico l’equivoco se ci aiuta a uscire dal circolo incantato in cui ci aggiriamo da tanto tempo.
— Non vi capisco. Spiegatevi....
— Mi spiegherò.... Ma la scongiuro, mi lasci dire; non m’interrompa.... Quando avrò finito andrò via, e se vorrà andrò via per sempre.... E soprattutto non accolga nemmeno per un istante l’idea ch’io abbia avuto in animo di offenderla, di compromettere la sua riputazione.... Non mi giudichi capace di una bassezza simile.... Ho vissuto molto in società, è vero, in quella triste società che guasta e corrompe; pur credo di non essermici interamente guasto e corrotto; i suoi idoli non sono i miei idoli, i suoi trionfi non sono i trionfi a cui miro.
— Lo so, Gualberti, lo so.
— Quand’ero giovine, i miei amici.... amici di club.... avevano la bontà-di dire che possedevo delle qualità naturali per riuscir nella galanteria... il grande scopo della loro esistenza... ma che prendevo le cose troppo sul serio... che talvolta ero troppo schizzinoso nella scelta della piazza da espugnare... chiamiamola così.... talvolta ero troppo scrupoloso nei mezzi.... Fatto si è che fui sempre un povero seduttore.... anche quand’ero giovine.... Si figuri adesso....
— Ebbene, amico mio — soggiunse la signora Marioli — se qualche mia frase ha potuto farvi supporre ch’io vi mettessi a livello dei don Giovanni da dozzina, ve ne domando perdono....
— Non è questo, signora Stella; son io in ogni caso che devo implorare la sua indulgenza.... Sono stato indiscreto, goffo, petulante.... Gli è che avevo un bisogno immenso di vederla.... di vederla sola.... E proprio nell’ora che mi vestivo per quello stupido ballo, questo bisogno diventava prepotente, irresistibile.... Mi son trovato alla sua porta, sulle sue scale, qui, nel suo salotto, al cospetto di lei.... Poi un po’ le sue osservazioni, un po’ il timore di aver realmente commesso una sconvenienza mi hanno sconcertato, inasprito.... si è sempre inaspriti con gli altri quando si ha qualche cosa da rimproverare a sè stessi.... e allora ho cominciato a infilare una serie di paradossi di cui le assicuro che non sono responsabile che in piccola parte.... essi mi salivano alle labbra, e io non potevo fermarli.... Mi sembrava di rassomigliare a un pirotecnico inesperto che veda partire a caso i suoi razzi.... Non importa; mentre la bocca affastellava frasi su frasi la mia anima acquistava una lucidezza maggior dell’usato, leggevo dentro di me più chiaro ch’io non avessi mai letto, mi convincevo ch’era assurdo il voler soffocare, il voler nasconder sotto un finto nome i miei sentimenti per lei.... Oh non mi faccia segno di tacere.... Non posso e non debbo.... L’amo, signora Stella, l’amo da un pezzo. Da un pezzo, ed è la miglior prova ch’io l’amo, m’è divenuto increscioso ogni altro pensiero; ovunque io sia la mia mente corre a questa casa, a questo salottino, alla donna gentile che vi abita.... Perchè ho tardato tanto a parlare?... Temevo una sua ripulsa, non osavo giocar tutto sopra una carta.... Dacchè la conosco davvicino, e son quasi tre anni, ho visto ronzargliene intorno dei vagheggini, e li ho visti pur dileguarsi, scoraggiati da lei, e quelli la cui corte era un oltraggio e quelli che le offrivano ciò che solo è lecito offrirle.... Avrò la medesima sorte?... io chiedevo a me stesso.... E forse volevo esser ben sicuro di me, sicuro contro ogni pentimento, contro ogni rimpianto delle mie abitudini di scapolo.... Oggi, signora Stella, di questi dubbi non ne ho più. Oggi sento il pregio inestimabile d’un’affezione tranquilla, d’una vita raccolta, e l’affezione a cui aspiro è la sua, e la vita che sogno è al suo fianco.... Siamo liberi entrambi, abbiamo, più che non paia, gusti, opinioni, ideali comuni; perchè non dobbiamo restare uniti, perchè non vorrà accettare la mia mano, il mio nome?... Ella è molto più giovine di me, ma i dolori valgono gli anni e le prove attraverso le quali ella è passata attenuano la distanza che c’è fra noi.... Non mi respinga, signora Stella.... non rivolga il viso da un’altra parte.... mi assicuri che non è andata in collera....
Ella s’era rimessa a sedere col gomito appoggiato al tavolino, con la fronte appoggiata alla palma, e quella dichiarazione in cui vibrava l’accento della verità le scendeva nell’anima come una musica divina. Altre dichiarazioni l’era toccato ascoltare, o bugiarde, o interessate, o ridicole, e tutte quante le avevano dato il mezzo di sbarazzarsi con gioia di corteggiatori importuni, di riaffermare la sua libertà che le pareva un bene così prezioso; oggi per riaffermare quella libertà una volta di più le sarebbe convenuto perdere il suo migliore amico;.... oh il prezzo era troppo caro. Della sincerità di Gualberti era sicura come di esistere.... egli che non aveva mentito mai, egli che la cingeva da tanto tempo di una tenerezza rispettosa e discreta, egli ch’era così alieno da ogni artifizio da domandarle di esser sua moglie, appena mezz’ora dopo averle esposte delle massime coniugali che avrebbero sgomentato una donna volgare....
La signora Marioli levò verso di lui i suoi occhi dolci e buoni. — Non vi avrei lasciato parlare dieci minuti di fila se fossi andata in collera.... Che cosa fate adesso?... Alzatevi, Gualberti.... Non siamo due ragazzi.... Siamo due persone serie, mature.... Su, via....