— Sciocchezze! A proposito, l’hai vista la terribile Giuseppina?

— Come l’hai vista tu. Da lontano, dalla soglia, poichè confesso che l’entrar nella camera non mi seduce.... Ci fui ieri appena arrivato, e sarà stata un’idea mia, ma mi parve che lo zio Achille mi facesse certi occhiacci.

— Neppur io ci vado volentieri nella camera, — soggiunse Quaglia. — Ma la donna è bella, sai.

— È parso anche a me.... Briccone d’uno zio!... Ma adesso, poveretto, anche per lui è finita.... Potrebbe, tutt’al più, durar così qualche mese.

— Non è probabile.... E non è neanche da augurarglielo.

In quel punto, Battista, il servo che aveva vegliato fino allora presso il padrone, passò pel salotto ove si trovavano i due giovani.

— E come va? — essi gli chiesero.

Battista tentennò la testa. — Male.... Da mezzanotte in poi è stato d’un’inquietudine!... E non si può capir che cosa voglia.... È una pena....

Era giorno fatto e Battista aperse le imposte e spense i lumi. Poi disse officiosamente: — Di qui a cinque minuti porterò loro il caffè.

E uscì dissimulando con fine arte diplomatica la noia che gli dava in un momento simile la presenza di sei ospiti in casa.