— Ce n’è, ce n’è.... Ecco Battista con la zuppiera. È provvisto alla cena, alla camera, a tutto....

— Tu sapevi dunque?

— Naturalmente.

— E anche la servitù?

Battista evitava lo sguardo del padrone. Federico non alzava il naso dal piatto. La Bice sola, imperterrita, affrontava il fuoco.

— Anche la servitù. Da questa mattina.... L’avevo detto io.

— Ma perchè tanti sotterfugi?

— Ecco.... — principiò Federico al quale sembrava poco cavalleresco il non accorrere in aiuto a sua cugina.

Ma il padre lo interruppe. — Tu bada a mangiare. La Bice ha la lingua sciolta.

— Oh, — ripigliò questa, — mi spiccio in due parole. Se Federico scriveva a lei che non ne poteva più delle nebbie di Londra, che provava un bisogno imperioso di riscaldarsi al sole d’Italia, di rivedere la casa, la famiglia, insomma se le chiedeva il permesso, lei non glielo avrebbe dato, e allora come si faceva a disubbidire?... Invece di scrivere a lei, Federico scriveva a me.... Non era un segreto la nostra corrispondenza....