— No, certo; però non mi sarei immaginato che ne usaste per cospirare. Alle corte, quel permesso che forse non avrei dato io, l’hai dato tu.
— Al momento opportuno ho incoraggiato Federico a perorar la sua causa in persona. Lo assicuravo che suo padre era un uomo severo, ma un cuore come ve ne son pochi....
— Basta, basta, — disse il colonnello. — È inutile dorare la pillola. — Indi rivolgendosi al figliuolo: — E il mio amico Giraldi, il tuo principale, è anche lui della congiura? Son sei o sette mesi che non mi manda una riga.
Federico estrasse del taccuino una lettera e la porse al padre.
— Oh! — disse questo. — Son due lettere, una dentro dell’altra.
— Leggi e vedrai.
Giraldi scriveva ad Annibale Bedeschi lodandosi della condotta e della intelligenza di Federico, ma soggiungendo che non gli pareva uomo nato pel commercio, e che, secondo lui, era molto meglio lasciargli studiar l’arte per la quale mostrava disposizioni singolari. In prova di che inchiudeva un biglietto del celebre Whitty, uno dei primi pittori di Londra, che aveva visto i disegni del giovine e ne traeva i più lieti pronostici per l’avvenire.
Il colonnello diede un’occhiata al biglietto in questione. — È in inglese! — egli esclamò. — O che che cosa devo capirci io?
Federico si offerse di tradurlo. Ma la Bice propose di rimetter le spiegazioni al domani. Erano tutti stanchi, e Federico in particolare cascava dal sonno.
— È vero, — assentì il colonnello. — Federico dovrebbe andarsene a letto.