La Bice si strinse nelle spalle. — Il mio dolce avrà servito a ogni modo a far ritardare il pranzo. Se la corsa fosse arrivata in orario, Federico avrebbe desinato con noi, anzichè trovarci alle frutta.... E adesso....
— O che c’è ancora?... Non volevi che tuo cugino andasse a riposarsi?
— Sì, ma poichè rimane un sorso di vino nei bicchieri faccio un brindisi ai due assenti Vittorio e Augusto.
— Con tutto il cuore, — risposero a una voce padre e figliuolo.
— Agli assenti e al reduce, — ella soggiunse.
— Sia pure.... Anche al reduce, — ripetè il colonnello avvicinando il suo bicchiere a quello di Federico. — Abbiamo però sempre dei conti da regolare.
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Quando Federico si mosse per salire nella sua camera, la Bice lo accompagnò fino sul pianerottolo. Egli non aveva parole abbastanza per ringraziarla, per esaltare il suo spirito, la sua bravura.
— Non facciamoci illusioni — ella disse. — Non cantiamo vittoria troppo presto.
— Con te, mia cara, si vinceranno tutte le battaglie, — replicò il cugino. E dopo una breve pausa, abbassando la voce e avvolgendola d’uno sguardo ch’esprimeva il più sincero entusiasmo: — Sai che ho fatto un’altra grande scoperta?