— Via, mamma, — ripigliò l’Amelia, — la Venosti ha più di sessant’anni.

— E credi forse che tua zia sia una bambina?... I suoi cinquanta deve bene averli....

L’avvocato fece un energico segno negativo col capo. — Nemmen per sogno.

— O quanti allora?

— È un conto semplice. È nata nel 1843 e siamo nel 1888.

— Da ottantotto a levar quarantatrè rimangono quarantacinque, — esclamò Amedeo per mostrar la sua perizia nell’aritmetica.

— Precisamente quarantacinque, — ripetè il signor Ettore.

— Più quelli della balia, — soggiunse sghignazzando la moglie.

— È una bella ostinazione, — replicò l’avvocato. — Vuoi un’altra prova? La Teresa si sposò nell’agosto 1863, venticinque anni fa, nè più nè meno.... E aveva compiuto i vent’anni in quel mese stesso.

— Sarà, — disse la signora Luisa con quella riluttanza che hanno le donne a darsi per vinte, soprattutto in certe questioni. — A ogni modo se non sono che quarantacinqu’anni non gliene faccio le mie congratulazioni.... Ne mostra molti di più.