— Dunque non hai visto nessuno? Nessuno ti ha parlato di me?
— Nessuno.
— Meglio così — ella soggiunse. — Meglio che tu sappia tutto dalla mia bocca.... E prima di giudicarmi, aspetta....
— Giudicarti? Ma tu, tu che sei tanto buona, avresti una colpa sulla coscienza?
— Non lo so.... So che ho perduta ier l’altro la mia mamma, la migliore delle madri, so che non dovrei pensare che a questo, che non dovrei veder sulla terra un raggio di luce.... e che invece..... oh mi pare un’enormità....
— Invece tu ami qualcheduno? — interruppi, chinandomi verso di lei con simpatia.
— Come hai capito?
Io sorrisi. — Eh, non ci vuol mica molto.... Ed è questo il tuo gran delitto?
— No, forse l’amar qualcheduno non è un delitto, nemmeno in un momento simile; gli è che da tre giorni soltanto ho la certezza d’essere amata, e questa certezza mi rende felice.... Ecco la profanazione.... Felice, con la mia mamma appena sepolta.... Però — soggiunse l’Augusta, impaziente d’attenuare il proprio fallo — però la mamma prima di morire fu messa a parte di tutto, e l’idea di affidarmi ad un uomo onesto.... un uomo a cui non avrei creduto mai di poter aspirare.... consolò la sua agonia.
La storia m’interessava davvero, e sollecitai l’Augusta a raccontarmi tutto.