— Quando parto?... Ma.... lo sa bene.... Non più tardi di giovedì mattina.... Se devo imbarcarmi venerdì....

— Ed è necessario, assolutamente necessario che s’imbarchi questa settimana?

— Mio fratello mi scrisse di prendere il vapore del 18 o del 25.... Quello del 18 non l’ho preso; dunque....

— E se domandasse una proroga?...

— Al punto in cui siamo?... Dopo aver fatto tutti i preparativi, dopo essermi accommiatata da quasi tutti i miei conoscenti?... No, no, nemmen per sogno....

— Se poi ha tanta premura di lasciarci! — egli interruppe con amarezza.

— O professore — esclamai, e sentivo un nodo alla gola — non sia ingiusto.... Crede che me ne vada fino al Caucaso per un capriccio?... Avrò avuto torto ad accettar con tanta precipitazione l’offerta di mio fratello, ma si metta al mio posto.... al posto d’una ragazza che non è coraggiosa, che non è forte, che non ha spirito d’iniziativa.... Vedevo non lontana la miseria, l’umiliazione di ricorrere alla carità degli estranei, e afferrai la prima tavola di salute che mi fu gettata.... Ormai....

— E non c’è nulla, nulla che potrebbe trattenerla? — seguitò Verdani con calore.

Mi sforzai a dissimulare con una facezia la mia crescente emozione. — Vuol che speri in una lotteria guadagnata senza biglietti, in un impiego ottenuto senza le cognizioni occorrenti per esercitarlo?

La fisonomia di Verdani ebbe una contrazione dolorosa. — Non c’è altro, non c’è proprio altro?