Dio mio! Che cos’è questo riserbo che c’impone di reprimere i nostri slanci, di nascondere i nostri sentimenti? È una virtù o è un vizio? Io lo vedevo soffrire; potevo forse con una parola dissipar le sue sofferenze, infranger l’ultima tenue barriera che si ergeva fra noi e la felicità, e non osavo dir quella parola, non osavo neanche guardarlo in viso.

— Ebbene — ripigliò Verdani mutando posizione e venendo a sedermisi accanto — scriverò a mia madre che m’ero ingannato.

— Sua madre? Come c’entra la sua mamma?

— Oh se c’entra!... Avevo affrettato la mia gita a Bologna per questo. Volevo consultarla, lei che è tanto savia e buona; volevo comunicarle un mio disegno.... S’ella lo disapprovava avrei chinato il capo in silenzio, perchè non oserei far cosa di cui mia madre avesse a dolersi.... Ma ell’approvò tutto; ella mi disse con la sua solita, cieca fede in me: Ciò che tu fai è ben fatto; le persone che tu ami io le amo; c’è sempre posto per esse nel mio cuore e nella mia casa....

Io tremavo come una foglia.

— Professore.... — balbettai confusa.

— Non mi chiami così — egli proruppe con impeto abbandonando la mano ch’io avevo lasciata nella sua. E seguitò con voce raddolcita: — I miei amici mi chiamano Verdani, mi chiamano Gustavo. — Egli scosse tristamente il capo e soggiunse: — È vero ch’ella mi conosce appena. Le son vissuto accanto parecchie settimane senza occuparmi di lei, sfuggendola quasi.... Però, quando il caso ci avvicinò, quando ci scambiammo le prime confidenze, quando la seppi sul punto di prendere la via dell’esilio, provai dentro di me qualche cosa che non avevo provato mai.... La mia scuola, i miei studi aridi e gelati non mi bastavano più; sospiravo il momento d’incontrarla, sospiravo l’ora del pranzo.... Mi pareva che ci fosse una certa analogia fra i nostri caratteri; anch’ella era timida, era riservata come sono timido e riservato io, e la semplicità de’ suoi modi spiccava maggiormente per l’affettazione di altri.... sa bene a chi alludo.... di altri che s’era pur fitto in capo di piacermi.... O signorina, se fossi stato ricco, avrei ben vinto prima la mia ritrosia.... Ma come non esitare se non potevo offrirle, per ora almeno, che un nome oscuro, una vita modesta, fatta di privazioni e di sacrifizio? Ciò non ostante, lo vede, il coraggio lo avevo trovato; ma capisco ch’era un sogno.... un bel sogno....

Ah, in quell’istante trovai io pure il coraggio di dire a Verdani che il suo sogno era stato il mio sogno, che quello ch’egli mi offriva superava di molto ciò ch’io avessi osato chiedere alla fortuna, che lo amavo....

Egli mi strinse sul petto bisbigliando con accento ineffabile: — Elena, anima mia....

Allorchè mi sciolsi dalle sue braccia, mi sovvenne di Odoardo. — E mio fratello che m’aspetta, che mi ha mandato il denaro pel viaggio?