— Tuo fratello? — disse Gustavo. — Gli telegraferai che non puoi partire. Il resto glielo spiegheremo per lettera.... Ha vissuto tanti anni senza di te; si adatterà a vivere ancora.... In quanto al danaro, se non vorrà lasciarlo alla sorella come regalo di nozze, ho qualche risparmio, glielo restituirò io.... Sarà il dono che farò alla mia fidanzata.

Gustavo mi presentò come tale alla signora Celeste, la quale mi abbracciò con trasporto, vantandosi d’aver contribuito a questo lieto avvenimento.... Mai, mai le passò pel capo di far sposare ad un uomo come il professore quella caricatura della Giulia.... Sarà....

Quel giorno stesso, dopo pranzo, mi parve che una nuvola oscurasse la fronte di Gustavo, e gliene chiesi la ragione.

Egli mi rispose con un’altra domanda: — Sei ben sicura di non pentirti?

— O Gustavo....

— Fosti colta così di sorpresa!... Talvolta il cuore umano inganna sè medesimo.... Amandomi oggi, t’è parso d’avermi amato anche prima.... Se fosse un’illusione?

Non gli risposi; gli feci segno d’attendere, entrai nella mia camera e ne presi questo libro, che deposi sul tavolino davanti a lui.

Egli m’interrogò con lo sguardo.

— È un libro — io spiegai — da leggere questa notte.... in quiete.... Non subito.... no.

A malgrado del mio divieto. Gustavo aveva sollevato la coperta dell’album, e ne andava sfogliando le pagine.