— La Pasqua?
— Si chiama Pasqua? Un nome stagionato, da persona matura.... Ebbene, scommetterei che quella donna lì non mi può soffrire....
— Che idee!
— Ma sì; è naturale.... dev’essere uno spirito metodico la vostra signora Pasqua. Deve averla con me per la rivoluzione che ho portato nelle vostre abitudini.
Il professore seguitava a negare, ma in cuor suo riconosceva che la contessa Giorgina aveva colto nel segno. Che donna perspicace!
— In ogni modo, — egli insinuò timidamente, — dal tocco alle tre la Pasqua non c’è mai.
— Davvero?
— Sono le sue ore di libertà.... Non ci rinunzierebbe a nessun patto.
— Eh, allora.... chi sa che un bel giorno quando meno ve l’aspettate....
— Contessa, cara contessa, — esclamò Teofoli ingalluzzito. — Parla sul serio?