Allora ella gli spiegò ch’era venuta a quella festa unicamente per accompagnarvi le sue due ragazze e che supponeva vi fosse anche lui per un motivo simile.... Sans cela, mon Dieu!...
Teofoli divenne rosso e balbettò una frase evasiva. Per fortuna la degna signora era alquanto sorda e non voleva esser creduta tale, ciò che la induceva ad appagarsi di qualunque risposta.
— Ah, oui, naturellement, — ella soggiunse. E saltando ad altro argomento fece notare al suo vicino che in quella temperatura tropicale sudavano persino i muri e ch’egli s’era bagnata la manica del vestito a forza di stare appoggiato allo stipite.... Se si contentava del po’ di posto che c’era vicino a lei.... E lealmente, coscienziosamente, ella si ristrinse più che potè, mentr’egli per non commettere una troppo grossa villania approfittava del non ambito favore.
Egli sedette così per alcuni minuti, rattrappito sul divano, soffocando peggio di prima e non abbracciando più come prima con lo sguardo l’insieme della sala. Anzi, davanti a sè, non vedeva che un gran turbinio di veli, uno svolgersi serpentino di code, un ondeggiar di capigliature nei ritmici movimenti del ballo. Vedeva invece alla sua destra sullo stesso divano una serie di faccie sonnolenti e ingrugnate: mamme sospiranti il letto e combattute fra la speranza che le loro figliuole potessero trovare un marito e il timore ch’esse tornassero a casa con nuovi grilli in capo; vecchie zitelle furibonde d’esser lasciate in disparte; vecchie eleganti schiacciate dall’umiliazione dell’insolito abbandono; fanciulle anche non goffe, non brutte, ma smarrite in una società ove non conoscevano quasi nessuno e aventi l’aria di naufraghi in cerca di una tavola di salvezza. Quante, quante delusioni! E per pochi trionfi quante disfatte!
La facoltà di assurgere dalla considerazione dei fatti particolari alle idee generali offre, per quel che dicono, qualche conforto. Essa offre almeno un modo di distrarsi, e il nostro professore, nello studiare il dietro scena d’una festa, sviava per un istante il pensiero dalle sue tribolazioni e non s’accorgeva, non foss’altro che dal movimento vertiginoso dell’orchestra, che i secondi lanciers toccavano al loro termine e che si avvicinava per lui il gran momento di porgere il braccio alla contessa Giorgina Serlati. Poichè si sapeva che dopo i secondi lanciers si sarebbe aperto il buffet.
L’improvviso cessar della musica e la confusione, che ne seguì richiamarono Teofoli al senso della realtà. Egli si alzò di scatto, dominando con uno sforzo della volontà un inesplicabile malessere, stupito di non provare nessun entusiasmo, di sentirsi piuttosto simile a chi ubbidisce a una consegna che a chi è posseduto dal fuoco sacro delle battaglie. Durante il tempo che era stato seduto aveva perso di vista la contessa; la scorse adesso in fondo alla sala, appoggiata tuttavia al braccio di Montalto e cinta dalle altre coppie che avevano ballato nel medesimo carré e che parevano, uomini e donne, inchinarla come regina. Era una dedizione universale; bella, dicevano con entusiasmo gli sguardi accesi degli uomini; bella, dicevano con manifesto dispetto i sorrisi forzati delle signore.
Il professore esitò. L’idea d’appressarsi al crocchio dove si trovava la Giorgina lo atterriva addirittura. Ah se avesse potuto sguisciar via inosservato! Probabilmente ella non lo aspettava, non si ricordava nemmeno di lui, della promessa che gli aveva fatta; e quando pur se ne fosse ricordata, gli sarebbe stata riconoscente di dimenticarsene in vece sua.... E in ogni modo, non avrebb’egli sempre potuto addurre la scusa d’un’indisposizione subitanea?
Ma non gli rimase agio di pesare il pro e il contro di questa fuga. La contessa aveva notato la sua presenza, e rispondendo con una scrollatina di spalle alle rimostranze e alle preghiere di Montalto lo aveva chiamato a sè con un cenno.
Non c’era più via di scampo e Teofoli fendette la folla per avvicinarsi alla sua tiranna.
— Ebbene, — ella gli disse staccandosi bruscamente dal suo cavaliere e passando sotto il braccio di lui il suo braccio nudo fino all’ascella, — perchè non eravate pronto?...