E, ordinato al cocchiere che si movesse, salutò con un cenno della mano il signor Storni e poi bisbigliò a mezza voce:

— Che originale! Io cavaliere! E con che meriti? — Non trovandomi in grado di rispondere a tale inchiesta, abbassai il capo in atto riflessivo.

Di lì a un paio di minuti eccoci a una casa bianca con le persiane abbassate, che il signor Meravigli mi dice essere la sua. Entriamo per un portone laterale e ci arrestiamo in una rimessa, ove un contadino viene ad aprire lo sportello, e una fantesca rubiconda con le maniche rimboccate si avanza verso il portone con diplomatica solennità. Nascosto dietro un uscio un fanciullo in giubboncino corto fa delle boccaccie e dei gesti poco rispettosi verso di me, ma il signor Meravigli non se ne accorge.

Mentre il signor Meravigli dà in fretta alcuni ordini alla tarchiata fantesca che sembra il capo di stato maggiore della casa, e sta ad ascoltare le disposizioni del suo padrone con le braccia arrovesciate sui fianchi, io mi scuoto la polvere del vestito, consegno il mio sacco e il mio ombrello al contadino e mi preparo docile come un agnello a subir la grave penitenza che mi è destinata.

Finalmente, con mille scuse pel piccolo ritardo, mi si invita a salire un brevissimo ramo di scala che dal cortile mette al così detto pian terreno dell'abitazione.

— Agnese! Romilda! Agnese! — gridò l'eccellente uomo, introducendomi in un salottino e pregandomi di attendere, finchè egli fosse andato a chiamare le sue signore.

La stanza non aveva nulla di particolare, nè io perderò il tempo a descriverla. E poi queste descrizioni sono un esercizio di lingua che noi non Toscani non facciamo mai impunemente, nemmeno tenendo aperto dinanzi a noi il libricciuolo del Fanfani: Una casa fiorentina da vendere.

Rimasto solo, guardo le litografie appese alle pareti e sto per mettere la mano sopra un albo di ritratti, quando un fruscìo di vesti mi annunzia l'approssimarsi delle Dee.

L'uscio si spalanca, il signor Meravigli precede affannoso, trafelato. Seguono le due donne.

— Mia moglie, mia figlia, il cavaliere Garleni. —