— A sua disposizione, signor cavaliere. Basta prendere il cappello ed andarsene. —
Com'io mi alzavo in piedi, Romilda si scosse, arrovesciò alquanto il capo sulla spalliera della seggiola e mi porse languidamente la destra con un fare sentimentale. — A rivederci, signor Garleni. —
La signora Meravigli venne ad aprirmi l'uscio, si lasciò stringer la mano con la stessa annegazione di prima e mi disse elegantemente: — Si conservi. —
Mutar noia è, fra le disgrazie, una delle minori, e quando io uscii di quella stanza mi parve di respirare. Il cortile era deserto, e solo una gallina passeggiava su e giù con grande prosopopea, sostando di tratto in tratto come a far le sue riflessioni, poi scrollando vivamente il capo e tirando innanzi. Forse ella pensava alle compagne che, poco addietro, applicavano seco il metodo peripatetico, ed ora bollivano nella pentola in mio onore.
Il pretore era un uomo molto loquace, il quale mi porse tutte le informazioni che mi occorrevano; ma mi fece perdere in ciarle tre quarti d'ora, abbenchè io ad ogni pausa tentassi d'andarmene. Perchè il degno funzionario aveva tra gli altri meriti quello di tener le mani sul vestito dei suoi interlocutori, sia levandone qualche filo bianco che vi si trovasse per avventura, sia afferrandoli per la falda acciocchè non partissero. Ogni volta ch'io accennavo a fare un movimento sulla seggiola, egli prendeva un lembo del mio soprabito, ond'io dovevo acconciarmi all'immobilità per non mettere a repentaglio una parte così importante dei miei indumenti.
Mentre l'egregio funzionario parlava, il signor Meravigli ascoltava con aria di soddisfazione, e non già per riverenza ch'egli avesse di quel personaggio, ma sibbene perchè quel personaggio cantava le lodi di lui su tutti i tuoni. Ed io appresi in questo modo che il signor Meravigli era comandante della Guardia Nazionale, e ch'era stato sindaco e tale avrebbe potuto essere ancora, solo che lo avesse voluto, ma era troppo modesto.
— Gran virtù la modestia, — soggiunse il pretore; — ma in uomini come il signor Meravigli la modestia è un peccato. —
Il signor Meravigli strinse con effusione la mano del suo panegirista.
— Del resto — disse il signor pretore, socchiudendo gli occhi con maliziosa importanza — del resto le cose municipali qui non vanno bene. Bisognerebbe che tutti fossero come il nostro signor Antonio. —
Il signor Antonio fece un mezzo inchino biascicando un lunghissimo Oh!