Finalmente udimmo un sonetto sulla morte di Cleopatra, tèma pieno di attualità, un altro che voleva essere spiritoso sul secolo di ferro, e un terzo sull'educazione, ch'era ispirato dal discorso del professor Romoli, e commosse siffattamente l'esimio pedagogo da costringerlo a soffiarsi il naso parecchie volte per aprire un varco indiretto alle lagrime.

Terminata la declamazione tra unanimi applausi e grugniti accademici, i coniugi Meravigli abbracciarono la loro figliuola, le rasciugarono nuovamente il sudore e le raccomandarono di star quieta alcuni minuti e di ricomporsi. Indi la signora Agnese chiamò Eloisa e la condusse a dare un bacio alla sorella, dicendole: — Quand'è che ti diverrai simile a Romilda? —

Il signor Antonio, recatosi in traccia di Toniotto, lo rimenò per un orecchio gridandolo indegno di appartenere ad una famiglia, nella quale si trovava un essere superiore come Romilda. — Ma pur troppo — egli soggiunse in un accesso di umiltà — sono degno io di tanta figliuola? E n'è degna la mia Agnese? Quand'io me le paragono trovo che a lei sola dovrebbe essere rivolta la benevolenza, di cui tutti mi colmano in questo paese.

— Ah no! — esclamò il farmacista con aria tragica — illustre la figlia, ma non meno illustre il genitore....

— No, Storni, non crescete la mia mortificazione; — interruppe il signor Meravigli con un gesto espressivo.

— Non sono poeta, — confessò candidamente il signor Osteolo, — e le mie preferenze, com'è noto, sono pegli studî economici e pel commercio bene esercitato, ma i versi della signora Romilda vanno al cuore. E il cuore io lo rispetto.... quello prima di tutto. —

Il dottore Trigli si avvicinò alla nobil signora Prassede e le chiese la sua opinione.

— Ah! — rispose ella con singolare modestia — da quando è morto mio fratello il conte Gaspare, io non giudico. Lui sì ch'era un buongustaio! E se non fosse, che, com'egli diceva, un nobile non deve esporsi a esser criticato, io credo ch'egli avrebbe potuto stampare cose.... cose.... —

E lasciò incompiuta la frase, ma si capiva ch'ella intendeva dire: cose molto superiori a quelle che abbiamo sentite testè.

Intanto il sole volgeva al tramonto e dalle due finestre ch'erano rimaste aperte veniva il dolce refrigerio d'un po' d'aria fresca che invitava ad uscire.