— O chi è la Brigida? — soggiunsi, ponendomele a fianco e camminando con lei.
— Una povera donna che sta lì. — E segnò col dito una capannuccia nell'interno dei campi.
— Mi lasci venir teco?
— Venga, — disse; ma poi un po' dubbiosa: — Conosce la Brigida?
— Io, no; ma posso conoscerla ora.
— Poverina! è malata, — sospirò la fanciulla, e una lagrima le scorse lenta lenta giù per la guancia.
Passammo sopra un tronco d'albero tagliato a mezzo e gettato a guisa di ponticello attraverso un fosso, e la fronte malinconica di Eloisa si spianò alquanto vedendo ch'io mostravo sì poco coraggio in quel tragitto.
— Si fa così, — ella esclamò ridendo, e fu in due salti alla parte opposta.
Appena lo squillo argentino dei sonagli giunse alla casupola, ch'era la mèta del nostro pellegrinaggio, un bambino che giocherellava sulla soglia ci corse incontro tutto ilare e frettoloso, mi guardò un po' infastidito, ma senza mettersi in soggezione, si lasciò sollevare per di sotto le ascelle dalla Eloisa, che gli stampò un bacio in fronte, poi, svincolatosi, fece mille feste alla capretta. Poteva avere cinque o sei anni al più, ed era, nella negligenza del vestito e dell'acconciatura, bellissimo. Indossava pochi stracci che gli lasciavano scoperta parte delle membra, camminava scalzo, e vispo così che pareva avesse le ali. Anche i cenci acquistavano vaghezza sulla sua personcina.
— E come sta la mamma, Gigi?