Il bimbo, che fino a quel punto non aveva posto mente alle lagrime materne e pareva dimentico della tragedia che gli si svolgeva dinanzi, colpito da non saprei quale divinazione, allorchè vide la sua genitrice cacciare il capo sotto la coltre, e starsene lì quieta, tutta celata allo sguardo, ci fissò gli occhi in volto con una dolorosa inquietudine, poi si slanciò sulla sponda del letto e si mise a strillare disperatamente:
— Mamma! mamma! —
E quand'ella a quelle grida tirò fuori la testa, egli le gettò le braccia al collo, piangendo a calde lagrime e un po' guardando lei, un po' guardando dalla nostra parte con una cotale espressione mista di dolor disperato e di sfida, quasi ci volesse dire: — Oh! chi potrà portarmela via? —
L'inferma, alla sua volta, con una forza, di cui la non si sarebbe detta capace, s'era voltata sul fianco e ravvolgeva le mani nei bruni e ricciuti capelli del suo bambino, divorandolo cogli occhi e tenendosi immobile, con le labbra serrate, con atteggiamento di statua, se non le fosse apparsa la vita nell'ansare del petto e nel fuoco delle pupille.
Li quietammo entrambi, la Brigida con buone parole, il bambino col promettergli un vestitino nuovo che Eloisa stava lavorando di nascosto per lui, e col fargli veder sua madre che, poveretta! s'era forzata a sorridere. E così, perchè omai s'era fatto buio, uscimmo di là coll'anima straziata da quella scena. A pochi passi ci scontrammo con una vecchierella (era l'Orsola) che veniva, secondo il costume, a tener compagnia alla malata.
— Andate, andate, Orsola, chè la v'aspetta, — disse Eloisa.
— Oh! signorina, è lei? — rispose l'altra. — Vado, vado; ma ho paura che ci sia più bisogno di prete che di altro.... Mi si strappa il cuore pensando al povero Gigi.... Basta; il Signore provvederà.... —
E si allontanò.
Già tremolavano le prime stelle nel firmamento, le lucciolette cominciavano a scintillare lungo le siepi e l'aria era piena dei suoni e delle fragranze, di cui è dispensiera la notte.
— E ti sgrideranno, Eloisa, perchè hai fatto così tardi?