— Ohi Dio mio! nulla: speravo che le cose nostre potessero accomodarsi, e mi sono ingannata.... Non basta.
— Ma dunque, — proruppe il signor Bernardo colto da una subita idea; — ma dunque tu avevi in animo qualche gran sacrifizio?
— Io.... no... O non siete voi il fratello del mio povero babbo? Non sono io della famiglia? La Matilde non è essa la mia migliore amica? Io pensavo se vi era modo di rimettere in sesto le nostre faccende, valendoci di quella piccola somma che mi appartiene. Pur troppo era un'illusione.
— Ma tu vaneggi, Angelina, — sclamò lo zio. — Tu credevi dunque che io, tuo tutore, potessi consentire a travolgere nella mia rovina anche la tua poca sostanza, il frutto di tanti anni di lavoro di tuo padre, di tanti anni di economia della tua genitrice? Angelina, lo sei un vero miracolo di bontà e d'abnegazione; ma quando pure ciò che tu mi offri bastasse a pareggiare fin l'ultimo mio debito, no, Angelina, io non l'accetterei, io non potrei accettarlo. O che è permesso a un uomo che affoga di trascinar seco anche quelli che stanno a riva?
— Ebbene, zio, se vi foste creduto umiliato da un mio dono, io vi avrei pregato di accettare quel danaro come un imprestito. Me l'avreste restituito più tardi col frutto del vostro lavoro.
— Il mio lavoro! — sclamò il signor Bernardo, soprappreso nuovamente da funesti pensieri. — E come ricomincierò io la vita a sessant'anni? dove troverò l'energia che mi basti a superare tutte le difficoltà della mia nuova esistenza? Oh! Angelina: le molle della mia attività sono infrante; io lo sento che non sono più buono a nulla....
— Zitto là, zio mio, — interruppe l'Angelina, mettendogli la mano sulla bocca. — E sarà pure necessario che ci mettiamo tutti a far qualche cosa, se si vuol campare.
— Ma tu, Angelina, non hai bisogno di nulla. Bene o male, puoi vivere del frutto di ciò che è tuo, inviolabilmente tuo, di ciò che formerà la tua dote.
— Oh, non vogliate mortificarmi! Prima delle vostre disgrazie m'avete voi detto mai: — Questo è tuo, questo è mio? — Non m'avete voi accolto come una figliuola? Quando io sono entrata nella vostra casa, io non intesi di entrarvi come ospite, nè d'essere una cosa distinta dagli altri di famiglia.... Ciò ch'è mio è di tutti.
— Anche di quelli che non ti trattano bene?