— Basta così, Filomena, tu vaneggi....
— Punto, punto, — incalzò la fantesca, concitando la voce e piantandosi le mani ai fianchi: — o in fin dei conti crede che non sappia io come stanno le cose? Me ne informo sempre dalla donna di casa, dalla Teresa, che quella è una donna a modo.... seppur nelle spese qualche volta.... ma basta.... nessuno è senza peccato,... e so per filo e per segno tutto quello che fanno, tutto quello che dicono, e tutto quello che pensano....
— Ma è una parte odiosa codesta....
— Oh! quando ci va di mezzo il bene della mia padroncina! E la Teresa mi dice che la trattano come un cane.... oh! non stupisca,... e che soprattutto fra la signora Clara e quel bel mobile della Nelluccia, per rincarare la dose, vanno dicendo male di lei.... sì signora.... e spargono ai quattro venti che lei è un'egoista, e che non pensa che a sè, e a guardar la luna, e a far venire delle ubbie in capo.... —
L'Angelina s'era ritta in piedi pallida pallida, e con tuono tranquillo, ma risoluto, si rivolse alla Filomena:
— Non una parola di più.... Checchè dicano, e checchè pensino sul conto mio, io non voglio saperlo.... so quello che faccio io, e mi basta.... E se tu hai a venire a riferirmi de' pettegolezzi, senti, Filomena, sebbene m'hai vista bambina, e mi hai tenuta fra le tue braccia, e hai assistito i miei poveri genitori, te lo giuro, che non ti vo' veder più in vita mia.... Per quello che hai detto oggi ti perdono, e va via. — Ella stese la mano alla vecchia che la baciò tutta in lagrime, e usci mortificata borbottando: — Che bel compenso! Che bel compenso! Oh la gioventù! —
Rimasta sola, l'Angelina si lasciò ricader sulla seggiola nei più profondo abbattimento. Ella aveva avvilito, aveva quasi scacciato da sè come calunniatrice e pettegola una donna, della cui fede non poteva dubitare; aveva spezzato forse per sempre l'ultimo anello che la ricongiungeva ai dolci giorni della sua fanciullezza, e quale era il guiderdone de' suoi sacrificî? No, tutto ciò che quella donna avea detto non era falso. In quella casa v'era alcuno che non l'amava, che mentr'ella spontanea voleva immolare la sua fortuna al bene della famiglia, la diceva egoista e insidiatrice della quiete domestica.... Ma a che pro dunque?... Questo dubbio s'affacciò un istante allo spirito della giovinetta, ma l'indole generosa di lei prevalse ai freddi calcoli della ragione, ed ella uscì dalla lotta più gagliarda di prima. Si alzò con subito movimento per cercare della Matilde. Sennonchè essa entrò in quel punto nella stanza, e l'Angelina con affettuoso abbandono le gettò le braccia al collo.
— Come va, Matilde?
— Così.... sono stata fino adesso presso alla mamma, che è a letto co' suoi soliti incomodi.... Ma tu che cos'hai?... mi sembri commossa.
— Nulla.... ti do un bacio. — E sorridendo fra le lagrime, soggiunse: — Non te n'hai mica a male?... —