Di lì a pochi minuti la comitiva incamminavasi lungo il viale de' platani, che costeggiava l'argine del fiume. Il sole volgeva lento al tramonto; e i suoi raggi scendevano obliquamente sulla strada attraverso i rami frondosi di quelle piante. Di tratto in tratto una vettura passando rapidissima sollevava un nembo di polvere, e allora uno strato grigio copriva le più basse ed esposte foglie degli alberi, sinchè una lieve carezza di vento spazzava ogni cosa, ridonando al verde la sua primiera vivacità. E lo strepito fuggitivo d'una carrozza, e l'apparire a lunghi intervalli di qualche pedone affaticato, rendevano più spiccata la solitudine ed il silenzio di quell'ora.
Vittorio s'accostò all'Angelina nell'atto di chi dice: — Sto agli ordini vostri. — Ella accettò il suo braccio; e studiò il passo in guisa da lasciare indietro alquanto la Matilde e l'Amalia, a cui già questa giterella in campagna pareva inferiore all'aspettazione ch'ella ne aveva. Procedettero alcuni istanti in silenzio, l'una ruminando tra sè com'ella dovesse principiare il discorso, l'altro pensando che cosa potesse uscire da siffatto mistero. L'Angelina ruppe il ghiaccio, dicendo fra lo scherzevole e il serio:
— Sarà meglio bandire gli esordî, non è vero?
— Oh! sì, — rispose Vittorio; — veniamo pure all'argomento senza preamboli.
— Ebbene: sia dunque senza preamboli. Voi avete sulla vostra coscienza una colpa.
— Una colpa?
— Sì; agli occhi di molti potrà anzi parere una virtù; agli occhi miei, agli occhi degli onesti è una colpa, e gravissima. Però, acquetatevi; sta in voi ripararla, e — soggiunse la ragazza con un sorriso a fior di labbro — l'espiazione è il contravveleno del peccato. Voi avete turbato la pace di una fanciulla, al suo cuore ingenuo e fidente avete insegnato un affetto nuovo, che se può aspirare alla dolcezza del ricambio, è fonte di commozioni ineffabili; se deve rinchiudersi in sè medesimo, è piaga logoratrice di tutta la vita. Oh! vi leggo la risposta negli occhi: — Che ho io fatto per rapire la calma a quella giovinetta? In che offesi il candore dell'animo suo? Quali sono le parole che diedero alimento alle sue speranze? — Oh! signor Vittorio! vi sono fra gli uomini consuetudini di libertinaggio, che un'anima ingenua non conosce; vi sono mutue tolleranze, che un cuore verginale non intende. Se la Matilde (ch'è inutile tacerne il nome) vi era indifferente, perchè corteggiarla? E se una più viva simpatia vi attirava verso di lei, in quale altro modo credevate di poterla amare, che come si amano le oneste fanciulle? — Si fece rossa in viso, e colta da un pensiero repentino: — Vi fa maraviglia — diss'ella — la mia esperienza precoce. Oh! Vittorio! io non ho nè padre nè madre, sono sola sulla terra, e la solitudine è maestra di molte cose, e non tutte liete nè belle. La necessità ci sforza a sfuggire, conoscendoli, que' pericoli che una mano provvida avrebbe sviati da noi lasciandoceli ignorare. Ma appunto per questo, appunto perchè siamo meglio armati contro le insidie che si possono tendere a noi, ci corre il debito di vigilare sulle persone che amiamo. Per questo, o Vittorio, io prendo le parti della Matilde, per questo io vi discorro di lei. Ella vi ama. —
Si fece silenzio. Vittorio teneva il capo rivolto a terra, e andava spingendo innanzi col piede i ciottoli della strada. L'Angelina continuò con voce sempre più dolce ed insinuante:
— Sì: ella vi ama, e voi non potete ignorarlo. Non fatevi questo torto, Vittorio; non isforzatemi a credere che voi non leggete in viso d'una fanciulla la simpatia che le avete inspirata. Ebbene: se non vi sentivate l'animo inchinevole ad un amor serio, se più dei vincoli che possono render l'uomo felice avete caro l'isolamento che lo lascia libero e signore di sè, perchè non vi siete voi allontanato di qui, non avete cercato un pretesto per togliervi da un luogo, dove non potevate che compromettere o voi o gli altri? Ed ora chi, se non voi, risanerà quella fanciulla del male che le avete fatto? Pochi mesi or sono ella era gaia, spensierata, contenta; oggi è malinconica, inquieta, combattuta fra speranze e timori; oggi è forse alla vigilia d'uno di que' disinganni terribili, che spargono un'ombra sinistra su tutta la vita. Pochi mesi fa, era confidente nel bene e nella virtù; ora voi state per versare sull'anima di lei il freddo scetticismo che uccide gli affetti, che la farà un giorno sposa men tenera e madre meno sollecita. No, Vittorio, non sarebbe un'azione onesta. Voi siete nobile, generoso; voi non potete fallire al vostro dovere.
— Al mio dovere? — disse Vittorio. — Ma voi dunque credete realmente che il mio dovere sia di sposare oggi la Matilde?