— Io temo, Signorina, che la sua ben naturale inesperienza d'affari non Le permetta di considerare l'importanza della somma che quelle cambiali rappresentano, nè la difficoltà di trovarla così su due piedi.
— Ebbene, signor Cavaliere, — ripresi, — io non sono certo in grado di pagare oggi per intero la somma, di cui Ella è creditore; ma sono venuta a chiederle se Ella accetterebbe la mia firma in sostituzione a quella di mio padre. —
Il cavaliere Miragli tornò a fissarmi nell'atto di chi sta dinanzi ad un visionario. E riprendendo a poco a poco il tuono dell'uomo d'affari:
— Scusi, — mi disse, — Ella oggi è minorenne e non può assumere impegni: domani, s'io non erro, va sposa al signor avvocato, — e proferì il nome del mio fidanzato, — onde non saprei davvero....
— Ah! — interruppi con fredda ironia, quantunque l'allusione al mio matrimonio mi avesse fatta impallidire. — Ella mi tratta come una fanciulla, e suppone ch'io non fossi preparata alle sue obbiezioni. Le dirò ch'io nacqui, e veda un po' se sono precisa, appena scoccata la mezzanotte del 2 marzo 1826. Adunque poche ore mi mancano a compire i ventiquattr'anni e ad esser padrona di me. Le mie nozze sono stabilite pel dopopranzo di domani, per cui v'è un breve periodo di tempo, nel quale io ho la potestà piena delle mie sostanze, e la piena responsabilità dei miei atti. —
Nel mentre che io parlavo, il banchiere aveva avvicinato la sua sedia, e il suo volto non esprimeva più la curiosità ironica di chi ascolta le chiacchiere d'uno sconclusionato, ma l'attenzione vigile e intensa dell'uomo che sente proporsi un affare serio.
Io continuai: — Approfittando di questo intervallo, nel quale non dipendo che da me medesima, io Le offro (perchè non m'è dato svincolare da un momento all'altro ogni mio avere) di sottoscrivere quelle obbligazioni ch'Ella stimerà necessarie a coprire il suo credito. Il nome di mio padre deve restare senza macchia.
— Ma, e questa sua sostanza? — bisbigliò perplesso il banchiere.
— Signore, — diss'io alzandomi in piedi, — io non soglio offrire che quello che possiedo, nè ora scenderò a inutili particolari. Ha Ella piena fiducia nel notaio Anastasi?
— Pienissima, — egli rispose inchinando il capo.