— Ih! come vi riscaldate: si direbbe che parlaste di una vostra innamorata di ieri.

— Cara mia, le cose paiono vicine o lontane secondo che sono più o meno scolpite nella memoria....

— Parlerete, io spero, della memoria del vostro amico.

— Certamente, — rispose il signor Maurizio con disinvoltura, quantunque quella inchiesta suggestiva lo avesse un po' sconcertato. — Ma io m'investo de' casi suoi.

— Siete pure il prezioso amico, — notò con un filo d'ironia la signora Anna. — Ma, a proposito, il nome di questa Dea?

— Chiamiamola Giulietta.

— Oh! c'è un Romeo?

— Può darsi; non precipitate.

— Già capisco tutta la vostra storia peregrina. È uno dei soliti innamoramenti.

— Ma per carità, mi avete promesso di non interrompermi. Lasciatemi adunque tirare innanzi. La bella Giulietta, sorpresa dalla dichiarazione di un giovane ch'ella aveva conosciuto il dì innanzi, cominciò coll'esserne sgomenta; ma poi quella sua anima delicata e gentile non potè a meno di rispondere a un affetto così vivo ed onesto, così rispettoso nella sua violenza, e così lusinghiero per l'amor proprio di lei. In generale anche lo donne leggiere e che non vanno pazze per l'ingegno piegano il capo dinanzi al buon successo: e Alberto era fra i giovani più celebrati della Università e tra quelli, a cui si augurava un più splendido avvenire. L'indole severa del suo intelletto e dei suoi studî non era invero tale da affascinare una giovinetta sedicenne; ma dall'altra parte come respingere un uomo del suo valore? Come ributtarlo da sè, s'egli, tra mille, aveva scelto lei, modesta ed oscura? Ecco perchè la fanciulla, pur non partecipando all'entusiasmo del suo amante, porse orecchio benevolo alle sue parole e promise a sè stessa che col tempo lo avrebbe ricambiato di uguale trasporto. Come si rimovessero gli ostacoli frapposti dalla famiglia, come il matrimonio si concludesse, quando Alberto aveva appena ricevuta la laurea, sono cose, di cui non mette conto tener parola. Eppoi sapete ch'io non posso scendere a troppo minuti particolari per non tradire il segreto che mi è confidato. Questo bensì vi dirò, che gli amici di Alberto, dopo le sue nozze, si sentirono sollevati da un gran peso sullo stomaco, perchè egli gli aveva noiati fuor di misura coi racconti della sua gelosia, de' suoi dubbî e delle sue escandescenze. In alcune anime l'amore scende come una pioggia benefica sulla terra preparata a riceverla; le compie, le rallegra, le avviva, le fa capaci di spargere intorno a sè una gioia pacata e serena: in altre invece esso irrompe come l'uragano sopra un suolo granitico, in cui l'acqua non filtra lentamente, ma s'arresta alla superficie formando larghe pozze e rigagnoli: anzichè assimilarsi al loro organismo, l'amore crea in queste anime uno stato inquieto, morboso e toglie alle loro manifestazioni quel gentile riserbo, quella verecondia soave che le mostra ricordevoli, oltre che del proprio pudore, anche del pudore dell'essere amato. Alberto era, nelle sue confidenze, pettegolo, indiscreto, qualche volta persino brutale; tanto lo sgomentava la trasformazione esterna che s'era operata in lui, tanta era la disarmonia, da lui non perfettamente compresa, fra questa passione e il resto dell'esser suo.