Ella sorrise tristamente, dicendo: — Ma sono scorata appunto perciò, appunto perchè, avendo conseguìto ciò che dovrebbe essere la felicità, mi sento oppressa da una malinconìa nuova e invincibile. Ho unito la mia sorte a quella d'un uomo che avrebbe onorato del suo nome ben altra donna che me. Eppure, che sono io nella sua vita? Ho io saputo prendere il posto della più piccola fra le sue ambizioni?... O miei poveri sogni, come siete svaniti! — E accompagnò la frase con quel gesto della mano e quel movimento delle labbra, con cui suolsi accennare a una cosa che sfuma.

Io vorrei pigliare a quattr'occhi il più virtuoso uomo che vi sia sulla terra, intendiamoci bene, un uomo che abbia vissuto, e che in omaggio a una virtù ideale non abbia soffocato tutte le proprie passioni; vorrei avere sovr'esso una potestà che lo inducesse a nulla celarmi, e vorrei chiedergli quale effetto egli provasse sentendo una donna attraente e leggiadra lagnarsi, in un istante di soave abbandono, della sua esistenza coniugale. Scommetto cento contr'uno ch'egli mi risponderebbe che nella sua prima impressione vi fu un lampo di gioia satanica. Egli l'avrà prontamente repressa, io l'ammetto, e qui sta la differenza tra l'uomo onesto e chi non è tale; ma non avrà potuto far sì che quelle rivelazioni non lusingassero il suo amor proprio, non gli aprissero l'anima a una speranza colpevole. Questa donna che vi mette a parte delle sue sofferenze ha dunque un alto concetto di voi, questa donna che vi parla del vuoto del suo cuore crede dunque che voi potreste riempirlo!... Mia cara amica, Ugo era virtuoso, ma uomo.... Ed ora permettetemi di prendere un'altra tazza di tè. —

La signora Anna si era fatta pensosa: appoggiando il gomito al tavolino sosteneva con una mano il capo, e con l'altra moveva macchinalmente le forbici che le stavano dinanzi.

— E non potreste venire a dirittura alla morale della vostra storia? —

— Oibò, oibò, — rispose il signor Maurizio, aprendo la chiavetta della macchina e chinandosi alquanto a guardar con occhio di compiacenza lo spillo dorato che si precipitava nella tazza. — Protesto contro chi mi volesse togliere la parola. — E continuò: — Ugo era virtuoso, ma uomo, ho detto poco fa. E quello stato cominciava a riuscirgli piuttosto imbarazzante. Inoltre a una certa età vi è una paura che assedia l'uomo: è la paura d'essere ridicolo. Ora, prendetevela col mondo finchè volete, ma non vi è dato negarmi che un giovanotto, il quale si lascia sfuggire il destro d'insinuarsi nell'animo d'una bella donna, passa per ridicolo in faccia alla maggior parte de' proprî simili.

— Povera Giulietta! — egli mormorò dolcemente avvicinandosele alquanto.

Ella lo guardò, e poi gli chiese: — Non sarete mica così se prenderete moglie, voi?

— Se trovassi una Giulietta, no certo. —

La giovane si fece rossa rossa e vi fu un istante di silenzio. Indi balzò subitamente dalla sedia e disse:

— Scendiamo in giardino. Sentite come fa fresco. —