— Quello di somigliarti,... di ricordarsi di tutto, fuorchè di avere una moglie.
— Ma io di mia moglie me ne sono ricordato.
— Ah! sì, — soggiunse la signora Anna, — da quando ella si è risoluta a farti da segretario.
— E perchè Evelina non potrebbe far lo stesso con suo marito?
— Lo farà, lo farà; vedrò io medesima di persuaderla. Me ne ha consigliato Maurizio.
— Pare impossibile, — osservò il professore; — Maurizio con quell'affettazione di spensieratezza ha sempre buoni consigli da dare.
— Sicuro, e se fossi stato in tempo di darne uno a te e a tuo nipote, vi avrei dato quello di non prender moglie.
— E perchè?
— Perchè siete bravissime persone, arche di scienza, membri di più Accademie, insigniti di più Ordini, ma non siete nati per fare i mariti. Via, non ti corrucciare, — concluse il signor Maurizio, levandosi da sedere, e mettendo una mano sulla spalla del professore Everardo; — gli uomini grandi vedono troppo da lontano, son presbiti, e invece per esser mariti bisogna veder da vicino, esser miopi.
— L'ho sempre detto anch'io, — osservò con gravità il commendatore Brullo, aspirando una grossa presa di tabacco.