— C'era da scommettere — borbottò il signor Maurizio — che l'aveva detta lui anche questa! —
Il dottor Belgini, imperturbabile come Farinata degli Uberti, disse dopo essersi raschiato in gola: — Del resto, caro professore, io non sono interamente della vostra opinione sul carattere e le origini dell'habeas corpus.... —
La signora Anna guardò alla sfuggita l'orologio e stimò opportuno di chiamare a raccolta: — Signor Belgini, del vostro habeas corpus parlerete un altro giorno: intanto, se non vi dispiace, venite tutti a bevere una tazza di tè. —
Si avvicinarono al tavolino, e con dottrinale posatezza sorbirono la bibita aromatica preparata dalla padrona di casa.
Nell'uscire, Ugo si fece all'orecchio della signora Anna e con un tuono semiserio le disse: — Ricordatevi del raggio di sole. —
1870.
IL COLPO DI STATO DI CLARINA. NOVELLA.
Quando Clarina se ne avvide, cominciò coll'esserne maravigliata, poi gliene dispiacque, e finalmente, a forza di pensarvi, giudicò che la cosa era naturalissima, che doveva farsi, e doveva farsi anzi col mezzo suo.
— Se ne avvide? E di che? E che modo di raccontare è questo? —
Il lettore ha ragione. Mi pento, e comincio secondo le regole.