Piero entrò e quando Giacomo Rummo lo vide, gli domandò:
— Che vuoi a quest'ora?
Ma Piero aveva la faccia così pallida e trasfigurata che l'amico lo prese per mano e lo fece sedere accanto a sè sul giaciglio. E allora l'altro gli disse:
— Giacomo, se non morrò in guerra, tornerò a Rio de Janeiro per andare a prendere lei e riportarla in patria. Ma se io morrò, promettimi che tu farai questo per me. Cercherai de' parenti di lei e combinerai e tu stesso tornerai a Rio de Janeiro a riprendere il corpo in vece mia e come mio fratello.
Il Rummo promise che l'avrebbe fatto, e subito come se per quelle stesse parole Giovanna fosse morta in quel momento, Piero scoppiò in un dirottissimo pianto, nè mai il dolore e il rimorso gli avevano lacerato il cuore come allora. Perchè era veramente come se in quello stesso momento Giovanna fosse morta, mentre insieme la memoria senza pietà tornava a ripresentar viva Giovanna dinanzi agli occhi di Piero, qual era con lui sopra un'altra nave pochi mesi prima. Il Rummo mise un braccio intorno al collo dell'amico e lasciò che piangesse, e anch'egli era molto triste. Gli giungevano all'orecchio col pianto dell'amico l'ansito della macchina che pareva anelare al porto del suo riposo, e il furor ferocissimo della notte oceanica contro il fragile legno. E in quell'ora di notte sul puro cuore del Rummo pesava tutta la tristezza della miseria umana. Finchè egli si levò in piedi e con voce forte e risoluta, come se volesse comandare allo spirito di lui, prese a confortare l'amico parlandogli della patria e della guerra. E confessandogli l'amico il suo rimorso, il Rummo gli disse:
— In Italia troverai la tua redenzione. Abbandonàti a noi stessi, chiusi nel nostro egoismo, noi tutti non siamo altro che un bersaglio di dolori e un ricettacolo di colpe. E in fondo la tua stessa dottrina non ha voluto insegnare se non questo: che bisogna morire a noi stessi per rivivere in una vita più grande. I cristiani dicevano per rivivere in Cristo, noi nella patria. E per questo noi tutti t'abbiamo seguìto. Tu sei il nostro capo. Io sono un uomo convertito da te. Questa nave porta il tuo sogno religioso.
E così dicendo Giacomo Rummo, già sacerdote della nuova religione, fissava l'amico seduto tenendogli una mano sulla spalla in segno di protezione. Poi gli disse:
— Levati. Andiamo a respirare il vento del mare.
E tutti e due andarono sovra coverta o l'intera notte camminarono su e giù sotto le sartie e sotto le stelle parlando dell'Italia e della guerra.