E aggiunse:

— Non mi sono mai vista così in alto! Piero esultò per queste parole, gonfiandogli il cuore l'inganno della specie che l'aveva rifatto artista. Esultò e disse:

— Io vedo un immenso tumulto che s'arresta a un tratto. «Fiat lux. Et facta est lux».

— Che dice?

— Guardi, guardi! Là è luce, là è tenebre. Guardi quelle palme lassù lassù e poi quelle giù in fondo. Quelle lassù son giunte a vedere il mare. E di là ci sono ancora altre isole, altre rocce, altre montagne, e in cima altre palme che vedono il mare, e altre e altre e altre, sempre più là, sempre più là, finchè le ultime stanno dinanzi al libero orizzonte del mare e del cielo. Da questa parte dove c'è la luce, quale artista potrebbe creare un'opera di bellezza così pura? Ma dall'altra c'è le tenebre e la tempesta che minacciano guerra alla luce. Ecco ecco il tumulto che Le ho detto! Ora mi si precisa. È un tumulto di guerra. Noi abbiamo dinanzi agli occhi un gran campo di guerra fra la montagna e il mare, fra la roccia e l'onda. Guardi intorno, per tutto, che mischia del solido e del liquido! Il terreno par lacerato dal mare, il mare schiacciato dal terreno. Guardi quelle lagune come sono schiacciate! E quelle isole, quelli scogli, que' bracci della costa! Son membra sparse d'un gran corpo. Guardi le cavalcate delle montagne! Valli, baratri, gole, vette, lagune, laghi, isole, coste, un rovinio! Ci sarà un Wagner per esprimere il furore ed il fragore di queste Walkirie? Oh i colori! Guardi il mare sotto il Morro do Picco com'è turchino! Guardi dietro il Morro do Picco quella massa d'ombre! Sono isole, rocce della costa, nuvole? Chi sa! Son più turchine del mare. E sopra sono orlate d'oro. Anche il Pan di Zucchero ha dell'oro. Oh la grazia ora! Oh ecco come mutano i colori! Mutano come i pensieri. Guardi! Tutto è diventato violetta, il mare, le nuvole, i morri, il cielo. Non più la cavalcata delle Walkirie, ma il volo delle Grazie che lasciano dovunque i loro veli e i loro sorrisi.

Quirino mandò un grido, Gonçalo sfavillò dagli occhi.

— Evviva la patria latina!

Gridò Gonçalo e parve gli ardesse il cranio geniale. Quirino non sapendo come altrimenti esprimere a Piero la sua riconoscenza, gli raccontò quello che qualche giorno prima aveva fatto.

— Ho scritto un canto su Dante!

E gli aggiunse il proposito che in quello stesso momento gli era nato nel cuore.